Decreto salvaliste: scelta tra tifo e colera?

By: gobettiano
Published: marzo 10th, 2010

Anche se si è rivelato inutile il decreto salvaliste è violento per il modo in cu è stato pensato ed ottenuto ed è un esempio dell’arbitrio che ci aspetta. E’ il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo è diventato in un momento travagliato, di scontro politico violento e duro dove degli eversori in sedicesimo seguono il criterio della costituzione materiale intendendo fare ciò che gli pare e come gli pare. Si sono susseguiti provvedimenti che il Presidente ha rinviato alle camere, provvedimenti assai contrastati come il lodo alfano poi bocciato che ha generato scomposti e cialtroneschi attacchi alla sua persona pieni di livore oltre che di menzogne, malafede ed ignoranza fino al decreto salvaliste che oggi alimenta polemiche furibonde e passando per una continua, certosina  ricerca di equilibrio parlamentare ed istituzionale.

Sui motivi per i quali Napolitano ha firmato il salva-lista fioccano illazioni e dietrologie ma il motivo più accreditato pare essere quello del “male minore”. Fu il medesimo motivo che si addusse per la storia del Lodo Alfano. E chissà se in contingenze non note al pubblico, la scelta del male minore sia stata ancora compiuta.

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Dall’altra parte: il PD

By: gobettiano
Published: marzo 9th, 2010

Nessuno sarà in grado di dimostrarmi che non siamo diventati una videocrazia dove il virtuale, l’illusionismo, le chiacchiere, i proclami e l’assenza di dati e riscontri  la fanno da padrone. Nessuno, credo, potrà negare che la cosiddetta seconda repubblica è la gemella ammalata della prima non tanto e non solo per l’immarcescibile persistere della corruzione e del sottobanco, ma per la pessima qualità di chi impropriamente oggi viene considerato uomo politico. In questo processo certamente l’elettorato ha avuto un suo ruolo non secondario come ho sostenuto ma di certo anche chi è stato officiato dal consenso elettorale ha mostrato di valere una cippa. Quello che puramente e semplicemente manca è la politica. I protagonisti sul palcoscenico istituzionale e politico ripetono ancora lo stesso copione stantio. L’attuale opposizione ne è esempio mostrando la sempiterna tendenza al facciamoci del male ed al frazionismo unito alla vocazione all’opposizione inutile, aggravata da un’assenza di elaborazione comune con la parte Margherita del PD.

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Festa delle donne. Qualche considerazione

By: gobettiano
Published: marzo 8th, 2010

8 marzo womenday Non serve andare nel dettaglio di statistiche: la pressione fiscale in Italia è assai elevata e ci colloca nelle prime posizione dei paesi OCSE e non solo. Non voglio neppure ricordare che ad addolcire il dato sulla pressione fiscale, provvede la tecnica statistica di introdurre nel calcolo del PIL il sommerso senza il quale la pressione fiscale si mostrerebbe ancora più elevata.

A questo elemento, vorrei aggiungere quello della ricchezza privata sottolineando che circa la metà del debito pubblico italiano è nelle mani di privati italiani e costituisce motivo troppo acentuato ed ottimistico di gioia e fierezza di troppa gente.

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e il Prof. Galli della Loggia torna sul PdL

By: gobettiano
Published: marzo 8th, 2010

E’ stato un sasso nello stagno l’editoriale di Ernesto Galli della Loggia Il fantasma di un partito nel quale muoveva seri e rilevanti appunti al PdL al quale è seguita la replica dei coordinatori del PdL bondi, verdini e larussa (Noi un partito vero. La gente lo ha capito) che a sua volta ha ricevuto risposta dal Prof. Galli della Loggia su Corsera di oggi (Comunisti involontari ).

E’ piuttosto modesta la replica dei coordinatori e sfuggente rispetto ai rilievi di Galli della Loggia. Si guardano bene dal parlare della vergogna delle liste. Intanto, con tutta evidenza, alla moda di brunetta catalogano implicitamente l’editorialista tra gli intellettuali di merda

“………………, in un ambiente praticamente sterile in compagnia unicamente dei suoi libri prediletti e delle sue personalissime elucubrazioni. Ma la realtà dei fatti non si cancella con i pregiudizi.”

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gli italioti nell’anno XVI dell’era berlusconesca

By: gobettiano
Published: marzo 7th, 2010

Una delle tante spaccature che dividono i cittadini italiani riguarda il modo con cui recepiscono alcuni dei tanti accadimenti, diciamo opinabili che si verificano. Ad esempio la censura imposta alle trasmissioni di approfondimento giornalistico oltre che incivile è umiliante. Umiliante per i protagonisti ed umiliante per il pubblico. Umiliante per la libertà di informazione che la censura limita. Infatti di censura da MinCulPop si tratta.

Mortificante anche per chi non segue il calcio è la sceneggiata messa in piedi per sanzionare chi bestemmia. Orecchie di arbitri e guardialinee ben attente, prove televisive, dove occhiuti fanatici si dedicano alla lettura del labiale e dall’altra parte, i 10 comandamenti trionfalmente e pubblicamente calpestati come fosse un merito e, peggio ancora questa durezza ipocrita e risibile che richiama quella riservata agli immigrati fa da contraltare alla prossima mirabile norma sulle intercettazioni generoso omaggio a lestofanti e farabutti come quelli che stanno attualmente occupando tribunali e cronache.

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Statalismo in retrospettiva: Magna Opel

By: gobettiano
Published: marzo 6th, 2010

In tempi successivi alla soluzione della questione OPEL che la GM ha deciso, saggiamente, di conservare nel suo perimetro mette conto di ritornare indietro nel tempo e guardare ai momenti nei quali il governo tedesco aveva deciso di accogliere la proposta Magna per OPEL. Il motivo per questo sguardo retrospettivo non è l’emersione di nuovi particolari sull’operazione Magna-Opel bensì quello di evidenziare quanto l’intromissione di qualunque stato e qualunque miope sindacato in operazioni economiche, sia inappropriato e foriero di enormi danni alla stessa impresa che si sarebbe voluto supportare. Per motivi politici.

Il governo tedesco ha appoggiato impudicamente Magna per due sostanziali ragioni. La prima. Ragioni di opportunità politica ed economica nelle relazioni con la Russia essendo coinvolte nell’operazione Magna_Opel la Sberbank e la scassatissima casa automobilistica AutoVaz. Dal punto di vista russo l’operazione presentava l’interessante prospettiva di acquisire a buon mercato la tecnologia OPEL per ammodernare l’antidiluviana industria russa. Il secondo motivo della preferenza tedesca è rappresentato non solo dall’essere MAGNA austriaca e più “a portata di mano” del governo ed artefice di un piano industriale più attraente per quanto riguarda gli esuberi molto più di quanto proponessero altri pretendenti di OPEL. In realtà il piano MAGNA era inficiato da punti di debolezza che per le autorità tedesche, non stranamente, non rappresentavano ostacolo. Ripercorrerli non è inutile. La riduzione di forza lavoro privilegiava gli impianti tedeschi rispetto a quelli belgi, inglesi e soprattutto spagnoli nonostante i costi spagnoli, ad esempio, fossero molti più bassi di quelli tedeschi. Pessimo accordi con GM. Per continuare a ricevere tecnologia da GM, OPEL avrebbe dovuto pagare delle royalties. All’aggravio di costo si sarebbe aggiunto il problema di sostituire l’apporto di GM quando le forniture fossero cessate. Sostituire tecnologia automobilistica costa e costa molto. Gli accordi con GM prevedevano poi che la OPEL fosse esclusa da altri mercati pur promettenti come Cina e India relegando OPEL all’Europa ed alla Russia. Mercato di durissima concorrenza il primo, mercato debole e dalle deboli prospettive almeno fino al 2014 secondo lo stesso governo russo. Che contrastavano con le ottimistiche previsioni di Magna la quale aveva stilato proprio per la Russia ottimistiche previsioni di crescita dove allocare i crescenti volumi produttivi previsti per Opel.  D’altronde la stessa MAGNA prevedeva un ritorno all’utile per il 2015!!!!!!! 5 anni di passione e perdite. Ulteriori dettagli sarebbero ridondanti. Valga un ultimo dettaglio. Magna è un’impresa della componentistica che fornisce parti, componenti e/o sistemi ad altre case automobilistiche. Diventando produttore si sarebbe trovata in una discutibile posizione di conflitto di interessi con i suoi clienti. Non questioni di principio. Di quattrini e tecnologia. Se ad esempio BMW avesse affidato commesse a Magna, questa sarebbe stata nella condizione di utilizzare la medesima tecnologia per OPEL.

Non c’è dubbio che i consulenti officiati dal governo tedesco abbiano segnalato in dettaglio questi ed altri elementi eppure non è bastato ad impedire un’operazione che alla lunga sarebbe stata pericolosa per OPEL e per la stessa MAGNA. I motivi sono stati politici e demagogici avallati entusiasticamente dalla miopia dei sindacati. Sull’altare MAGNA il governo tedesco avrebbe immolato 4,5 bln €, una montagna di danaro per una operazione, lo ripeto strategicamente debole sul piano economico ed operativo.

La logica in auge di questi tempi è purtroppo estesa e portata avanti senza ragionevolezza alcuna anche in Italia come nel caso di Termini Imerese. Invece di riformare il mercato del lavoro e gli ammortizzatori sociali, stato e regione mettono sul piatto € 450 mln da offrire per pagare qualcuno che tenga in vita un impianto morto ed i posti di lavoro connessi. Come se i problemi che hanno indotto FIAT ad abbandonare l’area ed a rinunciare a mungere danari pubblici non fossero dissuasivi per altre imprese. Rendere una qualunque operazione attraente solo sventolando montagne di soldi pubblici è la malattia che ci indebolisce. Sono 50 anni che va avanti così ma pare che nessuno voglia trarne insegnamento.




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Se il PdL non fa il partito

By: gobettiano
Published: marzo 5th, 2010

L’editoriale di Galli della Loggia pubblicato il 3 gennaio su Corsera (far caso alle precisazioni del direttore De Bortoli in calce all’articolo) colpisce per l’inusitata durezza con la quale discute del PdL e della leadership di berlusconi. L’esordio dello scritto è inequivocabile

La plastica si sta squagliando? Sembrerebbe. Certo è che coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito più o meno vero, qualcosa di più di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi. Non era qualcosa di più: spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio. Una corte, è stato autorevolmente detto.

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Tremonti, disuso e vacche

By: gobettiano
Published: marzo 4th, 2010

Tenuto conto della rilevanza che il tremonti si vede riconoscere da ogni parte, tenuto conto del suo ruolo di ministro dell’economia e della fama di “uomo pensante” del centro-destra, è davvero curioso il silenzio seguito alla pubblicazione ed alla rapide recensioni del libro Tremonti istruzioni per il disuso scritto dagli economisti Bisin, Boldrin, Brusco, Moro e Zanella tra l’altro redattori del sito noise from Amerika.

Il punto non è il voler innescare una polemica. Sarebbe stata l’occasione propizia perchè a distanza di tempo dall’inizio della crisi si aprisse finalmente un dibattito finora del tutto assente su come far uscire l’Italia dalla crisi e dalla sua rischiosa condizione di eterna bassa crescita. Sarebbe stato il momento di ritornare ad una metodologia del dibattito diversa rispetto ai responsi incontrovertibili ed asetticamente amplificati. Certamente il tema economia ed uscita dalla crisi è oggetto di analisi, studi e ricerche in ambito accademico e specialistico ma è tema che riguarda la politica e per essa tutti i cittadini italiani. La campagna elettorale per le regionali sarebbe stata un buon momento pur se tardivo tenuto conto che a questa tornata elettorale dal PdC è stata attribuita la connotazione di giudizio di Dio sull’operato del governo.

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Lo scaricabarile

By: gobettiano
Published: marzo 4th, 2010

I professionisti dello scarico di responsabilità e del complottismo hanno avviato le macchine: i giudici komunisti o la sinistra non vogliono farci partecipare alle regionali in Lazio ed in Lombardia. Un personaggio come cicchitto raglia di pericolo per la democrazia ed un fascista senza travestimento come larussa fa il minaccioso e squittisce di complotti del PD o di non si sa chi.

Eppure il Presidente emerito della Corte Costituzionale Onida, ha spiegato in tutte le salse che esistono dei formalismi che ha definito "essenziali” e degli altri definiti sanabili attraverso una interpretazione logica delle norme. Ha anche esemplificato. Se la legge prescrive un numero minimo di firme per supportare una lista, l’insufficienza nel numero è essenziale. Se manca un timbro si tratta di formalismo sanabile.

Quello che manca a mezze figure di tal guisa è la decenza ed il coraggio di ammettere un errore, come se fossero tutti berlusconi che è perfetto ed infallibile. Ed invece si sono dimostrati peggio che dilettanti, delle mezze botte messe a fare cose più grandi di loro ritenendo di essere onnipotenti. essendo quelli che le leggi le applicano. Sì ma ai nemici.

Non mi sento in malafede se ipotizzo che la censura imposta dalla RAI  e da AG Com sulle trasmissioni di approfondimento giornalistico derivino dalla voglia di oscurare le penose inefficienze mostrate in questa vicenda piuttosto che mettere la mordacchia in merito agli scandali della protezione civile ovvero sull’esito del processo Mills. Questa decisione infatti lascia indenni e liberi i telegiornali ammaestrati di parlar d’altro e, nei casi più disgustosi ed avvilenti come quello del TG1 di manipolare le informazioni fornendole in modo distorto e falso. Se cicchitto fosse intellettualmente onesto dovrebbe parlare di questo quale insulto alla democrazia ed attentato alla libertà di informazione.

Il PD non c’entra nulla. Le Corti d’Appello competenti per le materie elettorali sarà dura dimostrare che ordiscono complotti. Si trovi una soluzione ma davvero non c’è motivo per apparire ancora peggiori oltre che incompetenti e sciatti rifiutando tanto platealmente una responsabilità che è solo propria.





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Liste, non liste: la questione di fondo

By: gobettiano
Published: marzo 3rd, 2010

Liste elettorali ammesse, non ammesse; liste contestate; liste non supportate da firme valide o da tutti i timbri. Per una volta la casta si trova nelle medesime condizioni di un disgraziato cittadino avviluppato nelle folli prescrizioni di regole bizantine. Il cui rispetto, viene vissuto ed operato dal “controllore” con una buona dose di discrezionalità valendo il criterio che leggi e norme per gli amici si interpretano e per gli avversari si applicano. Ecco! Indipendentemente da chi sia stato tanto sciatto e dilettantesco da compiere marchiani errori e senza fare dietrologie complottiste, non voglio buttarla nella politica faziosa. Prendo atto di un fatto: la casta si trova vittima del suo modo di legiferare e far politica.

Detto che piaccia o meno, una soluzione sarà ragionevole trovarla nel caso specifico, si pone il problema duplice di come e con quale criterio sono fatte le regole e del rispetto da attribuire ad esse..
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