GR 24 delle 17. Trasmettono alcune dichiarazioni del miracoloso berlusconi il quale, credendo di fare il PdC, convinto che per farlo occorra mentire e dire stupidaggini, straparla mentendo come di consueto
abbiano ridotto le tasse
a – l’ICI sulla prima casa;
b – ridotte le tasse, 2 miliardi per…….(rimasta i sospeso) con questa situazione di finanza pubblica.
2. Ci sono paesi che……pensate alla Gregia, all’Irlanda, alla Spagna, alla stessa Inghilterra.
3. L’Italia è in condizioni molto migliori.
Alla dichiarazione circa le tasse, Cip e Ciop che erano con me si sono guardate e sono sbottate con aria feroce:”Al’è un mona busiard”. Sempre generose Cip e Ciop.
Per il clamore suscitato dalla pessima educazione di alcuni politicanti nei confronti del Prof. Boeri durante la trasmissione Ballarò dello scorso Martedì, sono andato su you tube a recuperarla non avendola vista che per alcuni istanti in diretta. Sull’inurbanità non c’è bisogno di aggiungere nulla se non rilevare la esagerata cortesia del Prof. Boeri che si è generosamente astenuto dal far rilevare oltre al resto il totale analfabetismo economico dei due ministri o quel che erano. L’aspetto drammatico è che il governo, compresi ministri e maggioranza di fronte ad ogni obiezione, o analisi o dato, ritiene di rispondere sempre e comunque come fosse in campagna elettorale ovvero gira la sciocca convinzione che chi obietta o analizza sia sempre e comunque un nemico.
Morgan, cantante (a me ignoto) confessa ad un periodico di fare uso di cocaina e crack. Ecco che scatta la cacciata di costui dalla partecipazione al festival di Sanremo ad opera del direttore di RAI Uno Mazza e del DG Masi. In RAI però si premurano di far sapere che se Morgan si pente e si scusa, mostra pentimento…..
Certamente la “confessione” di costui mette di nuovo a nudo la spiacevole e triste “normalità” della droga, della cocaina in particolare che circola senza suscitare alcuna ripulsa sociale in ogni ambiente. Il mio punto di vista è: nessuna comprensione per chi fa uso di droga. Capisco però che il fenomeno è complesso assai nelle sue radici e nel suo evolversi e che necessiterebbe di trattazione non solo accorta ma fatta da chi ha competenze dell’argomento. Non bastano leggi né codici e pandette.
Eccellentissimo Siignor ministro delle Politiche Agricole permetta ad un suddito di distorgliela dai suoi importanti compiti acciocchè lei voglia dissipare le nubi che ottundono menti annebbiate come quella di chi si rivolge alla sua persona.OGM, Futuragra e Consiglio di Stato. Mi permetta, all’uopo, di sottoporle alcuni quesiti
Lei ritiene politicamente ed istituzionalmente corretto disattendere per legge una sentenza del Consiglio di Stato?
Disattendere la sentenza che offre anche agli agricoltori italiani la possibilità di operare scelte analoghe a quella di agricoltori europei le sembra corretto ed opportuno?
Invocare presunte maggioranze di questa o quella categoria a favore o contro una qualunque scelta le pare un metodo corretto e decente per contraddire una sentenza?
Se un cittadino adisce la giustizia ordinaria o ammnistrativa per sostenere una sua ragione ed ottiene una sentenza favorevole, le sembra onesto, corretto e rispettoso del metodo democratico e civile predisporre leggi, regolamenti e cavilli che neghino le ragioni del cittadino?
Invocare l’identità colturale italiana le sembra una motivazione razionale e, soprattutto, fattuale?
Può attestare senza tema di smentite che la pasta emblema dell’Italia (o moltissimi altri prodotti) sia prodotta solo con semole fatte con grano duro nazionale per confermarne l’identità?
Le risulta che dal 1974 sia in regolare circolazione sul mercato il grano “Creso” nato in Italia da una mutazione genetica del grano Cappelli?
Le motivazioni della sua opposizione non ritiene debbano essere ampie e volte a spiegare i motivi della differenza rispetto alle normative europee?
Ha valutato che questa potrebbe essere la leva per ridare opportunità alla ricerca bio-tecnologica, fito-genetica e scientifica italiana assassinata da precedenti stolte decisioni?
Non le sembra che coloro che blaterano contro le Multinazionali debbano essere contraddetti dal momento che è la stessa Italia che si è esclusa dalla ricerca ha consegnato il paese alle cattive Multinazionali?
Il metro del NIMBY che ben connota anche queste posizioni retrive, metodo che lei critica, vale solo per quello che fa comodo alla sua miopia?
Può garantire che questa sua battaglia da medioevo non abbia a che fare con le elezioni e la demagogia peronista propria di chi soprattutto a sproposito si riempie la bocca di popolo e maggioranza?
Mi perdoni signor ministro se ho ritenuto di disturbarla e soprattutto per chiederle di avere risposte non come suddito con regolamentare anello al naso ma come normale, semplice cittadino di questo paese. Sono quindi richieste normale logica, un minimo di razionalità e perfino un ninin di buonsenso. Se le cose rimangono come sono, non rimarrà che concludere che anche questa volta il metodo decisionale scelto è quello tipicamente denominato “ad capocchiam”. E chissà perchè non me ne meraviglio.
Siamo davvero alle comiche finali. Nell’incontro del 3 Febbraio tra Governo ed ALCOA un nulla di fatto. ALCOA chiede garanzia europee sul DDLL del Governo sui prezzi agevolati dell’energia elettrica scottata dalla sanzione di 300 milioni che ha subito dall’Europa. L’Azienda ha quindi deciso di attendere la decisione europea e di utilizzare la cassa integrazione che, secondo dipendenti e sindacati sarebbe l’anticamera della chiusura degli impianti italiani di ALCOA.
Alcuni giorni fa il ministro tremonti dichiarava al Sole 24 Ore “Il PIL non descrive la realtà italiana”. Nel prosieguo dell’articolo, l’insigne ministro, premiato come uomo dell’economia dell’anno proprio da una giuria di “grandi firme” del quotidiano confindustriale, afferma: «Se fossero calcolati e acquisiti come rilevanti dati come la bellezza, l’ambiente, la storia, il clima, l’Italia avrebbe un’imbarazzante prima posizione, seguita a molte distanze da altre lande».
Siccome alle parole gli statisti fanno seguire i fatti, ecco lo strumento tecnico a realizzare l’auspicio ministeriale:
Si prega di prestare attenzione ai concetti espressi nel cosiddetto ritornello.
Va sottolineato che nello spirito di collaborazione europea, questo strumento sta subendo opportune elaborazioni per essere utile anche alla Grecia ed al Portogallo.
Ritorna la locuzione “professionisti dell’antimafia” inventata da Leonardo Sciascia in un famoso articolo su CorSera del 1987 per connotare i falsi eroi, i profittatori del contrasto alla mafia usato come ascensore per il proprio tornaconto. La genia non si è certo estinta: i profittatori circolano e prosperano e, temo, la lotta alle mafie in fondo non la vuol fare nessuno per davvero. La sensazione nasce da quanto vedo: tutti gli apparati preventivi e repressivi, tutto l’apparato legislativo e regolamentare si sono palesemente dimostrati inadeguati. In senso assoluto e relativo. Alla base della lacunosità c’è il formalismo eccessivo del sistema che vige a detrimento dell’accertamento dei fatti e risponde a criteri di garantismo che finisce con l’offrire ombrelli protettivi agli imputati.
L’insufficienza degli apparati viene rafforzata ed implementata da altri fattori pesantemente concomitanti tra i quali spicca l’eccesso di regole e leggi, strumento principe ad aprire spazi all’opacità ed all’arbitrio che sono la regola in tutte le regioni afflitte dalla mafia. E lo statalismo, padre e madre dell’eccesso normativo è l’altra branca di una tenaglia che rende la spesa pubblica arbitraria e soggetta alle forche caudine del taglieggiamento mafioso.
Non c’è pericolo che la sibilla cumana dell’economia italiana e planetaria impersonata dal teosofo e vate giulio tremonti cambi atteggiamento, opinione. Eppure i fatti dovrebbero spingerlo a riflettere, a rivedere, a valutare, soppesare qualcosa di diverso dalle sue manie. Fa il filosofo invece che il ministro. Si arrampica sulle ragnatele per il fastidio che gli suscitano i banchieri “locali e centrali” riuniti con altri manager e politici di tutto il mondo a Davos per il Forum.
“Essi “fanno qualcosa che non è il loro mestiere mentre i governi NON fanno qualcosa che è loro dovere”.
La seconda che ha detto è sacrosantamente vera. C’è da temere che non avendo compreso bene il suo di mestiere, l’insigne non sappia neppure qual è il mestiere degli altri. Forse bisognerebbe informarlo che se i politicanti giocano a fare i tecnici, in genere fanno guai. E se ce l’hanno con tecnici di vaglia, con banchieri locali e centrali che, loro sì, tengono la scena per la competenza e la credibilità che si sono conquistati sul campo forse si comprenderebbe che non basta impennacchiarsi con piume di struzzo finto per essere scambiati per Wanda Osiris.
Nel panorama attuale uno degli aspetti che più dovrebbe indurre riflessioni è l’assenza di pubblico dibattito sui temi che stanno cambiando il mondo lasciando però impermeabile il nostro paese. Questo sarebbe già molto preoccupante. Senonchè all’assenza di dibattito pubblico si accompagnano alcuni altri fenomeni: la decadenza della conoscenza e della cultura più elementari. Si va dall’ignoranza delle più elementari regole della lingua italiana, alla difficoltà nell’ascoltare o leggere discorsi-scritti connotati da sensatezza e compiutezza neppure sintattica oltre che logica. Un segnale tanto evidente quanto drammatico sono trasmissioni televisive, essendo le TV la fonte prima dell’informazione, dove personaggi privi di ogni competenza se non generica e superficiale, discorrono di argomenti che non conoscono se non per un vago sentito dire come fossero oracoli. E’ un fatto da non sottovalutare data la credibilità intrinseca del mezzo televisivo. Non si tratta di negare libertà di parola o di opinione a nessuno, ma è in auge un sistema che trasforma le chiacchiere da bar in opinioni e fa definire le Platinette o le garnero ex santanchè, con tutto il rispetto, opinioniste ed i gasparri come politici.