Nel mercato dell’auto e nel mondo FIAT c’è grande fermento. Cominciando dal mercato, risalta la fine degli incentivi la quale ha innescato forti cadute sul mercato europeo e su quello italiano. I dai italiani relativi al mese di Giugno mostrano una flessione del mercato del 19,12% ed una flessione della quota FIAT (Fonte Promotor) con una perdita che per il Gruppo FIAT è stato del 27,5%. Molto più del mercato. Sul mercato europeo, salvo i paesi dove ancora spira aria di incentivi e dove la FIAT fa bene, per il resto la quota FIAT scende in modo consistente secondo le prime anticipazioni. Tutto sommato era previsto che il mercato flettesse e forse era previsto parzialmente la perdita di quote di mercato del gruppo. Dico parzialmente perché è chiaro che se gli incentivi hanno favorito in tutta Europa i costruttori di vetture piccole e forti nelle auto a combustibile alternativo GPL o metano, la fine della spinta artificiale pesa più che proporzionalmente sugli stessi costruttori. Bisognerà vedere l’andamento dei prossimi mesi per avere le idee più chiare, augurandosi che finiscano dappertutto gli incentivi ed il mercato torni alla sua “normalità”. Un aspetto che riguarda il fermento in FIAT nasce da due eventi.
Il primo. In Europa la FIAT ha condotto politiche di prezzi particolarmente aggressive, specie in Germania. I buoni prezzi e gli incentivi hanno reso particolarmente conveniente l’acquisto di piccole FIAT, perfino in rapporto a vetture usate e questo elemento di forte convenienza ha riscosso un buon successo commerciale che ha fatto superare la diffidenza del mercato per il Marchio. Si può certamente ipotizzare che abbia positivamente influito anche il traino prodotto dalla brillante operazione i lancio e commercializzazione di 500. Con la fine degli incentivi, le vendite e la quota di mercato sono ritornate ai livelli precedenti. Mette conto sottolineare che con le medesime politiche fortemente aggressive sui prezzi ottimi risultati hanno ottenuto i costruttori coreani ritenuti competitori di FIAT. Il tema che emerge è da un lato la redditività delle vendite ma più in generale emerge lo strategico tema del posizionamento di mercato della Marca FIAT e delle altre marce del gruppo.
Il secondo. Harald Wester ha rilasciato una intervista a Quattroruote di Luglio (che non trovo più sul sito) nella quale parla di gamma, Alfa Romeo Giulietta, Mito e Maserati. Wester è responsabile tecnico del gruppo ed AD di Alfa, Abarth e Maserati. Il titolo dell’articolo è Così vi cambio Alfa e Maserati. I temi maggiormente interessanti di cui parla Wester riguardano la gamma Alfa, e dice:
-
·contrariamente a quanto precedentemente previsto, ci sarà una Mito a 5 porte,
-
Mito è una vettura ben fatta ma che la avrebbe fatta diversa e meno di nicchia;
-
Giulietta è una vettura che deve rispondere a requisiti di confort ed abitabilità e non solo di sportività, tipicamente associata al marchio Alfa Romeo perché il mercato delle auto prevalentemente sportive si sta sempre più riducendo.
-
A precisa domanda Wester risponde che sì di riposizionamento si tratta e che vede come concorrente Alfa la marca Volkswagen.
Avrei l’immediata curiosità di sapere quali vetture sportive l’Alfa abbia in gamma e quali siano i motori sportivi installati. A seguire quale altra marca europea di auto ritenute sportive o prestazionali non curi il confort, l’affidabilità, le comodità in modo da avere appeal non solo per gli sfrenati dell’auto prestazionale ma anche delle famiglie. O forse BMW non esiste? Ma lasciamo perdere. Vogliamo concentrarci su una affermazione testuale di Wester
· “non posso permettermi di fare investimenti nei segmenti di grandi volumi in Europa, il B ed il C quelli della Mito e della Giulietta e poi far finta di essere un costruttore di nicchia. Non c’è nessun concorrente in Europa che con macchine di questi segmenti non faccia cumulativamente almeno 300.000 Vetture all’anno. Soltanto con questi due prodotti”.
Come, come, come? Rileggere bene è utile e centellinare parola per parola è istruttivo. Wester sostiene di non poter investire sui segmenti B e C, che richiedono alti volumi se non fingendo di essere di nicchia? Come Lotus? Aston Martin? Spyker? Ferrari? Perché questi sono prodotti di nicchia. A meno di aver mal compreso, pare proprio che Wester si sia dimenticato che Alfa Mito viene costruita sul pianale della Punto, Giulietta è costruita su un nuovo pianale che è previsto, sarà impiegato all’incirca su 1 milione di auto di tutti i marchi del gruppo ed altrettanto è previsto per il pianale della prossima Giulia. Quale nicchia allora? Ma come si concilia questa affermazione con quanto farà la marca FIAT per la sua gamma?
Il piano presentato all’Investor Day non fornisce molti dettagli sul posizionamento di ogni marchio ma è evidente che si tratta di un elemento importante che racconta in quale area del mercato si posizione la marca, ogni modello della gamma e fornisce già sia pur sommarie indicazioni sulle caratteristiche dei prodotti. Alfa Romeo si trova nella posizione di poter fruire di robuste economie di scala esattamente come accade all’Audi rispetto alla Volkswagen. A comprova, la nuova Audi A1, la piccola di Ingolstadt costosa, ricercata, alto di gamma nel suo segmento, è previsto sia prodotta in 100.000 unità all’anno. E’ una nicchia? No perché il pianale di Audi A1 è il medesimo di VW Polo e SEAT Ibiza, c’è coincidenza di motori, meccanica, cambi, elettronica. Cambia l’ingegnerizzazione su standard ancora più elevati rispetto a quelli ottimi di VW. Cambia la carrozzeria e cambiano gli interni e neppure interamente.
La questione è di capire come si evolverà il mercato e come si suddividerà per segmenti la domanda. In sostanza è questione di scelta, determinata anche dalla volontà-possibilità di investire o meno sull’alto di gamma. Il problema si pone. Di fatto è accaduto che Mito è stato concepito come prodotto di nicchia per scelta e per scelta è stata strutturata Giulietta collocandola nella parte media del suo segmento di appartenenza privandola perfino di un plus quali le sospensioni a quadrilatero che rendevano eccezionale la guidabilità della 147. Entrambe sono previste su volumi da 100.000 auto all’anno. La legittimità di questa scelta, rimane e di fatto che relega necessariamente FIAT nella parte bassa del mercato avendo a riferimento……? I coreani? Fra qualche anno i cinesi? Il mercato per FIAT nel 2009 è stato positivo per gli incentivi da un lato e per le politiche di prezzo particolarmente aggressive che in Europa l’hanno vista competere, guarda caso con i coreani. Esclusa l’Italia la quota di mercato FIAT è 3,5% circa con la quale non si va da nessuna parte. Ed il mercato lo si conquista con marchi ed una appropriata gamma di prodotti. Ed i prodotti di fascia bassa e bassi prezzi, non sembrano in grado di conquistare il mercato Europeo come dimostra il calo di FIAT e dei coreani non appena gli inventivi sono finiti. Ma c’è di più. Se si esamina la tabella delle immatricolazioni di Maggio in Italia si vede che a livello di Gruppo FIAT ha perso il 24,99% rispetto al Maggio 2009 ed il gruppo VW ha guadagnato il 6% sul pari periodo 2009 ed a Giugno la storia si è ripetuta. Le anticipazioni dei dati del mercato europeo, sono analoghe per FIAT e produttori coreani e segnalano ripresa per le marche Premium e gruppo VW. Sono tutti i costruttori generalisti che stanno investendo a riposizionarsi più in alto o a ricercare nuovi strumenti per assicurarsi un vantaggio competitivo. La Renault con le vetture elettriche, la Citroen con una seconda linea di prodotti assai sofisticati denominata DS o in altri modi.
Ci auguriamo di riuscire ad avere più analitici elementi di valutazione che aiutino a capire come il gruppo intenda muoversi e come spieghi l’annunciata decisione di produrre una Maserati di segmento E quello della BMW 5, area di mercato ove mai la Maserati si è cimentata e, da un punto di vista di brand è estranea al suo DNA e, peggio che andar di notte, con un motore di origine Chrysler.
Naturalmente auspichiamo che le sensazioni poco favorevoli siano smentite prima ancora che dai fatti, da scelte che rispetto ai fatti sono logicamente e temporalmente preliminari.
Popularity: 2% [?]