Credo sia buona regola usare le parole comprendendone il significato. E’ il caso del termine speculazione a cui il Sabatini Coletti attribuisce queste definizioni:
Riflessione filosofica e teoretica; meditazione, pensiero: essere assorto in profonde s.
econ. Operazione intesa a ottenere il massimo guadagno in attività commerciali o finanziarie, cercando perlopiù di trarre un utile dalla variazione attesa dei prezzi rispetto a quelli di acquisto: s. di borsa
estens. Operazione intesa a ottenere un utile sfruttando senza scrupoli le situazioni favorevoli: s. elettorale.
Non casualmente sottolineo il contenuto intellettuale del termine e che l’unica accezione negativa, senza scrupoli, è riferita alla speculazione elettorale (!!).
Il secondo significato che è quello che qui interessa designa la speculazione quale attività conseguente ad eventi e fatti che determinano aspettative di variazione dei prezzi (variazione attesa dei prezzi). Al riguardo, si pensi a chi, dovendo fare un acquisto a fine d’anno, rinvia in attesa dei ‘saldi’. Sia pure sul piano minimo di un acquisto individuale, questa è una speculazione. Speculazione dunque è il termine oggi in voga per definire con connotazioni negative le attività finanziarie tese al profitto che utilizzando le circostanze che si sono create nel mercato dei titoli di stato greci prima e di altri paesi poi.
Non sono in grado di comprendere e valutare tutte le implicazioni dell’accordo europeo salvo presumere alcune cose. La Germania ha perso rispetto alle sue posizioni rigoriste (sulle quali sarebbe meglio riflettere piuttosto che prendersela con i tentennamenti prevedibili della Merkel). La seconda cosa è che ai debiti dei singoli paesi si rimedia con altro debito che, se fosse comunitario, rappresenterebbe una novità pur rimanendo comunque debito che dovrà essere necessariamente ridotto entro tempi nell’arco dei quali bisognerà comunque tenere salda la fiducia dei mercati e pretendere che i paesi più esposti, quelli mediterranei, facciano una rapida opera di risanamento. Mi ha impressionato la considerazione apparentemente banale del Prof. Giavazzi il quale nell’editoriale su Corsera precisa che il problema non è tanto finanziario qanto economico e fiscale. Ed infatti, gli USA, ad esempio che come deficit e debito son messi peggio di altri, non soffrono di scarsa credibilità per motivi legati alle possibilità di crescita vera fonte di rimborso del debito. Mi ha anche sorpreso che i paesi a cui si raccomandano rapidi e duri interventi volti a ridurre i deficit ed a risistemare le pubbliche finanze, che io abbia letto, non ho trovato l’Italia se non nell’articolo linkato:
Gran Premio di Spagna. In un intervallo TG1 breve che sono costretto ad ascoltare: ordini filiali. Fingo di non sentire fino al momento in cui danno notizia delle riunioni in sede eurpea per contrastare gli attacchi della speculazione salvo poi ribadire che la speculazione è all’attacco. Leggo CorSera: ’Londra dice no al fondo salva-stati’ il quale tra l’altro riporta dichiarazioni del Presidente della Repubblica tra le quali si aggirano espressioni tipo “irrazionalità dei mercati” ma afferma
«L’Europa non può esitare: siamo chiamati a promuovere un nuovo e più giusto modello di sviluppo. Una forte volontà politica comune deve emergere – dice Napolitano – Grande responsabilità spetta ai leader di oggi, affinché si realizzino rapidamente politiche efficaci per fare fronte in primo luogo a una speculazione finanziaria senza regole e slegata dalla realtà. Deve concretizzarsi finalmente l’indispensabile governo dell’economia a livello europeo, che dia ulteriore forza e autorevolezza alla moneta unica e rilanci lo sviluppo, l’occupazione e la qualità del lavoro, contando su un rafforzamento del patto di stabilità e crescita, su più effettive procedure di coordinamento e di sorveglianza delle politiche di bilancio e su migliori meccanismi di valutazione finanziaria».
La sensazione spiacevole è che siamo politicamenta autarchici quasi che quanto sta accadendo in Europa non fosse affar nostro. Il titolo di CorSera Roma sbadiglia mentre Atene brucia Camera semivuota sulla crisi greca racconta dell’importante intervento del ministro Tremonti svolto nel deserto di fronte a 58 parlamentari che non erano tornati a casa come proprio di applicati aggiunti al catasto. E magari tra di essi molti che si sono indignati contro Berlusconi ed il governo che “sminuisce il ruolo del Parlamento”. Dall’altra parte, colpisce anche la diatriba interna al PdL su congiura o non congiura per tutte le vicende di malaffare e pessimo costume che stanno squassando il paese mentre si son perse le trace del DDL anticorruzione e ci si balocca intorno al dissidio con Fini. Capisco tutto ma la priorità sarebbe meglio venisse attribuita all’economia italiana non foss’altro perché si sta dimostrando cosa significhi “contagio” e quello che potrebbe significare. Al di là di una fatwa contro le agenzie di rating e maledizioni contro la speculazione circa la quale suggeriamo di leggere l’editoriale di Alberto Bisin su La Stampa occorre prenderne atto e decidersi, finalmente, a mettere al corrente i cittadini che vanno adottati provvedimenti duri ma irrinunciabili per avviare al risanamento spesa e debito. E’ vero che si annuncia nel biennio 2011-2012 una correzione da 25 miliardi ma bisogna vedere intanto se è sufficiente anche dal punto di vista dei mercati. Sono i meccanismi tecnici e legislativi che devono essere rivisitati mentre si implementano controlli stringenti di merito e metodo.
Credo che la situazione che si profila imponga al governo pur sostenuto da ampia maggioranza parlamentare decisioni difficili la cui impopolarità andrebbe preliminarmente smorzata avviando un dialogo con l’opposizione al fine di sterilizzare le convenienze politiche e le sicure azioni di pressione dei troppi gruppi di interesse che una manovra seria penalizzerebbe nei loro privilegi. E sarebbe la buona occasione per mettere mano alle riforme di struttura come l’OCSE suggerisce (Ocse: le riforme per crescere) dal momento che Il Tesoro ritocca al ribasso le stime su Pil 2010 mentre abbiamo bisogno di crescita sostenuta per ripristinare l’avanzo primario che serve a fronteggiare il servizio del debito. Il tempo è poco e l’elettricità che si aggira nei mercati ne è un segnale. Ci auguriamo che sia un motivo per indurre Governo e Parlamento ad agire subito.
I mercati e gli operatori finanziari, oramai di lunga e consolidata tradizione, hanno sempre correttamente dovuto porsi il problema del “come” gestire i capitali investiti allo scopo di massimizzare i rendimenti contenendone i rischi, tentare di coprirsi dalla volatilità assicurando al meglio possibile la stabilità di positivi rendimenti. Rendimento, stabilità nel tempo, minimizzazioni del rischio, copertura dalle volatilità sono dunque i capisaldi di una strategia di lungo periodo.
Furono questi i punti sui quali si trovò a ragionare Alfred Winslow Jones, un americano cosmopolita il quale dopo essere approdato alla rivista Fortune, nel 1949 inventò e costruì A.V. Jones, primo Hedge Fund della storia della finanza. Si noti, a titolo di comprensione che la parola inglese HEDGE tradotta nel suo significato prevalente contiene i concetti di riparo, difesa, protezione, copertura.
Il vicino paese degli USA è stato funestato da un’altro ricorso al Chapter 11, l’amministrazione controllata americana deciso da una istituzione bancaria. Si tratta della CIT compagnia specializzata nel finanziamento alle piccole e medie imprese. La società si è trovata gonfia di crediti incagliati e, nonostante un finanziamento pubblico di 2,3 mld $ non ha retto. Immaginabili le conseguenze.
L’uomo è tempestivo, furbastro, opportunista e pronto a tutto. Ritornato dagli USA ha modificato al volo il….volo che lo doveva riportare a Milano facendolo atterrare a Ciampino proprio in tempo per incontrare il Pontefice che partiva per Praga. A prescindere dal contenuto dello scambio di idee con il Pomtefice il quale ha fatto comunque menzione dell’etica senza che silvio scoppiasse a ridere, giornalisti, pennivendoli, grafomani, politicanti e adulatori a cottimo si sono sbizzarriti in acrobazie pazzesche per individuare il segreto significato dell’incontro. Scena! Nient’altro che scena divenuta evento per dare il bentornato al kapo. La stessa cosa che avvenne quando in Turchia fu firmata l’intesa tra Turchi e Russi per un gasdotto e silvio si presentò come prezzemolo di ogni minestra per tentare di accreditarsi come mediatore di quell’accordo. Infatti la guerra in Georgia l’ha fermata lui,il riavvicinamento tra USA e Russia è opera sua, l’idea di dare il via al salvataggio di 400 banche nel mondo. Se avete ascoltato il suo intervento all’ONU in seguito al quale economisti, tecnici e politici ancora ridono per la ‘caratura tecnica’ con cui il desso ha trattato il tema della speculazione, ebbe a sostenere che se non avesse provveduto OBAMA a parlare così bene degli argomenti citati nel suo discorso, egli stesso Berlusconi voleva trattare quei temi. Ma è ben nota la naturale modestia del personaggio che si manifesta in un inesauribile crepitare di affermazioni che si fa da solo e rimangono indimostrate e prive del tutto di tracce e di riscontri nei documenti ufficiali consultabili e certamente sui media di tutto il pianeta. Che viceversa traboccano di ironie, sfottò, domande allibite e critiche feroci.
Negli ultimi giorni sono tornati agli onori delle cronache sia i cosiddetti Tremonti-bond che le banche. Ripetutamente il ministro ha fatto riferimento ai bond quali strumenti che le banche dovrebbero utilizzare nell’interesse del paese in quanto strumenti di ‘patrimonio’ utili ad aumentare i volumi di credito che le banche potrebbero concedere a privati ed imprese.
Provo a capire meglio. I tremonti bond sono stati concepiti in un momento della crisi che per le banche era davvero nero a causa del prosciugarsi del mercato interbancario regolato dai tassi Euribor. Le banche non disponevano di liquidità da offrire ad altre banche che ne avevano bisogno ovvero non si fidavano l’una dell’altra non sapendo più l’ammontare di titoli tossici posseduti da ciascuna banca che ne mettevano a rischio la solvibilità. In molti paesi le scelte dei governi sono state dettate dall’emergenza che per fortuna in Italia non c’era. Il paese era peraltro investito dalla sfiducia per attenuare la quale si è molto rimarcato la garanzia dello stato ai depositanti, si sono assunte altre iniziative e tra esse quella dei bond che ha avuto la positiva funzione di dimostrare ai mercati che lo stato era pronto a sostenere adeguatamente le banche che fossero in difficoltà e nello stesso tempo era un modo per fornire liquidità al sistma ed evitare restrizioni nel credito.