Posts Tagged “Corruzione”

ITALIOTI! Chi volete si salvi Gesù o Barabba?

Tutto il giorno con quattro infamoni
briganti, papponi, cornuti e lacchè
tutte l’ore cò ‘sta fetenzia
che sputa minaccia e s’à piglia cò me

Appropriato incipit per parlare di P3 ma non solo riportare questa strofa di “don Raffaè dell’indimenticabile De Andrè. Ma appropriato anche titolare con la domanda che Ponzio Pilato pose al popolo. La rsposta data dal popolo fu di salvare Barabba. Ecco! ognuno rifletta se con il suo voto ha designato a rappresentarlo nei comuni, nelle regioni, in Parlamento Gesù o Barabba. La domanda non è peregrina: non è capitato di rado salvare Barabba.

Non possiedo le competenze per opinare che le motivazioni dell’intervento della Magistratura a proposito della vicenda nota come P3 siano giuridicamente fondate o meno. Ed altrettanto per le notizie di cui finora ho letto.

La sensazione che traggo è sconsolata prima che per altre motivazioni dal constatare che miserevole gente si mescoli a potenti personaggi politici che questa gentaglia miserrima ed incolta accoglie, alimenta e rende potente. Leggere che quel tal lombardi pasquale parla di Nicola Mancino, vice-presidente del CSM, massimo organo della Magistratura definendolo “chillu cess’ ‘e Nicola” è mortificante. Leggere che dopo 20 anni, condanne, processi, un personaggio come flavio carboni alla veneranda età di 78 anni ancora tresca e sfaccenda tra politici e fondi pubblici è la chiara rappresentazione di un paese allo sfascio. Non solo morale. Materiale, culturale, operativo.

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luglio 22, 2010 Post Under Politica - Read More

DDL intercettazioni. La salvezza di Barabba

Da qualche tempo sui giornali, a proposito di varie argomenti la stampa riporta le opinioni di Montezemolo ed anche oggi su La Stampa a proposito del DDL intercettazioni. Con tutto il rispetto, ma in assenza di ruoli istituzionali o confindustriali ricoperti da questi, che senso ha? Ma questa osservazione mi permette di entrare in tema DDL intercettazioni riferendomi al sistema dell’informazione per cui l’incipit più consono mi sembra: quis custodiet custodes?

La protesta in corso contro il DDL per le limitazioni incivili e mutilanti dell’informazione da parte di editori, testate e giornalisti è sacrosanta. Così come è inaccettabile l’intento di privare l’opinione pubblica di informazioni essenziali. Rifiutando l’idea stessa di opinioni a prescindere non mi astengo dall’osservare che l’intero sistema mediatico ha mostrato da 16 anni a questa parte un processo secondo me involutivo ridotta ad una continua ricerca di sensazionalismo, di accettazione pappagallesca ed anodina ripubblicazioni di dichiarazioni ufficiali come fossero veline per quanto infondate o menzognere perdendo la capacità di analisi ed approfondimento che hanno condotto anche testate prestigiose a raffazzonare notizie e commettere errori.

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maggio 25, 2010 Post Under Politica - Read More

….alla fine ci pensa la brambilla

Il Parlamento lavora poco, ammonisce il Presidente Fini. E subito il Parlamento stesso si attiva lavorando anche di notte. Non accade per resipiscenza ma perché deve essere arrivato qualche ordine che impone di approvare a tamburo battente le legge sulle intercettazioni. La scelta di tempo è perfetta. Si è scatenato lo scandalo della cricca facendo emergere una miniera di fango e lordura materiale e morale ancora inesplorata e chissà che non torni comodo far valere la nuova legge per interrompere e/o ostacolare questa inchiesta giudiziaria oltre a tutte le altre in corso in Italia. La contemporaneità rende plausibile ogni malevolo pensiero.

E’ chiaro che a beneficiare di questa stretta irragionevole sull’uso dei più sofisticati ed efficaci strumenti di indagine, saranno i colletti bianchi e coloro che commettono quel genere di reati per i quali è difficile ed inefficace utilizzare altri metodi di indagine. Ed è un’altra perla per l’impunità dei reati finanziari ed economici che va ad aggiungersi alla depenalizzazione del falso in bilancio, all’accorciamento della prescrizione fino all’indulto. A colorire di autocratica voglia di impunità il quadro, provvedono le norme sanzionatorie contro giornalisti ed editori che di fatto sono un bavaglio ed un oscuramento dell’opinione pubblica.

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maggio 20, 2010 Post Under Politica - Read More

Sempre tangentopoli è

La vicenda anemone-Protezione Civile pare piuttosto estesa ad incidere decine di persone, enti, uffici in una girandola di controllati e controllori tutti uniti appassionatamente avvantaggiati dalla straordinarietà delle procedure e dalla possibilità di controlli solo successivi sul loro operato. Non si tratta di una vicenda isolata nel panorama italiota con le cronache a raccontare ogni giorno di corruzioni, concussioni, abusi, consulenze agli amici, prebende ai famigli e società pubbliche costituite per sistemare tromboni e falliti politici. Vengono fuori perfino vecchi fatti come quelli relativi alle indagini di De Magistris che confermano, ad esempio, le sue accuse alla Procura di Catanzaro e coprono di opacità la vicenda che lo ha visto vittima.

In sede politica, si tende a negare che si tratti di fenomeni diffusi ed endemici anche da parte del PdC berlusconi preoccupato per il clamore inarrestabile della vicenda alimentato dallo scandalo scajola, Pittorru che riguarda la casa, feticcio italiano e personaggi a lui tanto vicini. L’aspetto che mi pare sconcertante in questa vicenda è la mancanza di una riflessione sull’evoluzione politica, sociale e legislativa della vita italiana in questi anni e del presente.

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maggio 19, 2010 Post Under Politica - Read More

La vicenda Anemone specchio dell’eterno italiota

Ma non solo: quel che emerge – o più precisamente, quel che si vorrebbe far emergere – è qualcosa che sta sospeso tra l’immaginario e la realtà. L’idea, insomma, che la piccola e la grande corruzione, la mano che lava l’altra mano mentre la stringe, il sorriso complice, il circolo degli amici da favorire sempre, in omaggio a un giuramento paramafioso, siano ormai la regola generale del Paese – e soprattutto di quel mezzo Paese che ha Roma per capitale. In questo senso, il cerchio che si stringe attorno a Palazzo Chigi e poi s’allarga via via, fino a comprendere tutte le categorie più rappresentative di una certa immagine della romanità, diventa lo strumento più adatto a colpire il premier, destinato ad apparire come il capo supremo del governo della corruzione.

E’ parte di quanto sostiene Marcello Sorgi nell’editoriale su La Stampa. Intanto voglio subito dire che berlusconi non si abbasserebbe a pratiche da furbetti. Non ne ha bisogno. Piuttosto consegue i suoi obiettivi a colpi di leggi ad hoc. Ma è un altro discorso.

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maggio 15, 2010 Post Under Politica - Read More

Vada a remengo Sig. ministro

Le incredibili dichiarazioni dell’oramai ex ministro scajola «Non potrei vivere in una casa pagata forse da altri» significano una sola cosa: costui e peraltro tutta la casta, considera i cittadini di questo paese degli emeriti imbecilli con l’anello al naso. Subnormali ai quali si può impunemente raccontare la prima puttanata venga in mente per quanto pazzesca. Del  novero delle puttanate incredibili, fa parte la continua precisazione: non sono indagato ovvero ne fanno parte le difese d’ufficio sul genere di quella del cosiddetto on. stracquadanio che stamane a Radio 24 (24 Mattino) oltre a fantasiose ricostruzioni, basava la sua difesa di scajola sulla considerazione che sono un imbecille avrebbe potuto far girare assegni circolari in una operazione poco trasparente. Fatto è che la mamma degli imbecilli è sempre lì a sfornare figli a parti quadrigemini ed al di là della puntualizzazione “ma scajola non è indagato” anche questa difesa è del tutto congrua all’idea che i cittadini di questo paese dei poveri coglioni.

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maggio 5, 2010 Post Under Politica - Read More

Cercansi promotori e paladini di libertà Ottime provvigioni

Dunque secchiate di fango sono le intercettazioni e non i crimini e la corruzione. Lo sostiene, in perfetta coerenza, il PdC il quale con la determinazione propria degli uomini del fare fonda i “nuovi paladini contro il male”. Non si capisce se contro la corruzione o contro le intercettazioni. Di sicuro lo spiegherà la ministra Brambilla paladina partecipe  della nuova radiosa iniziativa già talentuosa protagonista del successo memorabile dei circoli della libertà che impugnando una qualche durlindana provvederà a sciogliere l’enigma.  Rifatevi gli occhi e la bocca: stupitevi!!!!!!! e deliziatevi: compare anche il fantasmagorico nuovo marchio “magic Italy” disegnato dal primo tra i nuovi paladini contro il male: silvio berlusconi.

Intercettazioni “attacco alla libertà” sostiene dunque il capofabbricato di Arcore. Ma di più: essendo casualmente il capo del governo, il caio gregorio di Villa Certosa grida “Stato di polizia e ribadisce “dalle intercettazioni non emerge con certezza nessun reato” . Balducci sarebbe sicuramente d’accordo visto che, purtroppo per lui è finito in gattabuia. Ma sarebbe interessante capire quale sia ad opinione dell’ammiratore e collega di Gheddafi la soluzione oltre a quella, luminosa, dei promotori della libertà i nuovi paladini.

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febbraio 25, 2010 Post Under Politica - Read More

Eternità di tangentopoli italiota

Tangentopoli si, tangentopoli no. Il jingle di questi giorni dopo la scoperta, via intercettazioni telefoniche quelle che saranno possibili solo fino a che non passerà l’orrenda legge sulle intercettazioni di cui da tempo si parla. Oltre ai jingle impazza il toto-norme, quasi che sfornare un’altra tonnellata di leggi fosse sufficiente a risolvere il problema. Forse farà rumore, forse sarà un’altra trovata demagogica in vista delle elezioni ma non serve scrivere in una legge: ragazzi siate onesti e non rubate. Sarebbe come al solito inutile ed ingannevole.

Se si volesse davvero parlare di soluzioni bisognerebbe partire dall’alto, dallo statalismo burocratico che affoga il paese in un oceano di norme pervasive e bizantine. Bisognerebbe che lo Stato disboscasse, tagliasse, si ritirasse dall’economia e riducesse la pressione fiscale, appena possibile. Statalismo e stato pessimo gestore-imprenditore sono l’origine della corruzione. Giriamoci pure intorno ma le cose stanno così per quanto possa non piacere.

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febbraio 23, 2010 Post Under Politica - Read More

Ma che fine hanno fatto i soldi?

In attesa della costituzione dell’ufficio per il Gosplan affermare che lo statalismo imperversa in Italiettistan è una mera constatazione resa più dura ed inaccettabile dalla costituzione dell’albo dei buttafuori piuttosto che dalla prossima costituzione della BanCa(ssa) del Mezzogiorno, mirabolante, definitiva soluzione della questione meridionale. Eppure sin dai bei tempi del riformismo craxiano, la spesa pubblica ed il debito pubblico hanno raggiunto limiti folli resi ancora più folli dalla palese inefficienza dello sciupio sistematico dei danari dei contribuenti usato per l’acquisto di voti, per ingrassarsi o per fingere di costruire qualche inutile opera pubblica. Terremoto in Irpinia docet.  Da allora ad oggi, nessuna differenza se non pressione fiscale accresciuta a rimpinguare le casse pubbliche di danaro da scialacquare inutilmente e per i medesimi deprecabili motivi.

A pensarci, le cifre che i contribuenti hanno pagato nel tempo raggiungono totali astronomici, numeri che sono incapace di leggere per la quantità impressionante di cifre. Eppure, il deficit c’è, il debito pubblico ha raggiunto livelli scandalosi in rapporto al PIL ed in valore assoluto. Bene! si potrebbe dire, abbiamo speso ma abbiamo costruito, fatto……Cos’è che abbiamo costruito e fatto?

Vediamo! Le infrastrutture sono risibili, vecchie ed insufficienti, i porti sono un disastro europeo, le comunicazioni mostrano la corda, il sistema pensionistico è enorme rispetto al PIL ed  una zavorra sul futuro alla faccia degli attivi annuali dell’INPS, le ferrovie sono l’arnese che conosciamo, il territorio è dissestato, i fiumi devastati, le scuole fuori regola e fatiscenti, gli edifici pubblici combinati non si sa come atteso quello che è successo all’Aquila; le scuole e l’Università sono da rifare, la ricerca poco e male finanziata; la sanità a macchia di leopardo funziona altrimenti è un colabrodo quasi quanto gli acquedotti; le reti informatiche sono quasi alla corda, gli impegni per gli aiuti internazionali languono perchè non c’è una lira. Non sarebbe finita, ma mi pare ce ne sia d’avanzo.

Domanda prosaica, imprecisa, superficiale, ingenua, rozza ma, credo, legittima ma anche retorica: ma che cazzo di fine hanno fatto le sterminate montagne di quattrini di cui si parla da decenni a questa parte? Perchè se quelle incommensurabili masse di danaro fossero state impiegate non dico benissimo, ma in maniera appena decente, saremmo a dir poco meglio della Svezia e con un PIL almeno doppio rispetto a quello attuale.

Domanda successiva: chi parla di primato della politica e di necessaria preminenza dello stato da riaffermare per la ‘caduta’ del capitalismo e/o il presunto ‘fallimento del mercato’ negli ultimi 30 o 40 anni dove cazzo ha vissuto? Già perchè se ha vissuto in Italia bisogna di necessità concludere che non ha capito un beneamato….

A concludere. Se perfino una qualunque bestia impara ad evitare azioni che verifica siano dannose e/o dolorose come è possibile che noialtri non abbiamo ancora imparato che statalismo, preminenza della politica e di questa politica sono LA causa del declino del paese che chiamiamo Italia?

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novembre 6, 2009 Post Under Eccellenza! Scusi se la disturbo - Read More

Campania: ci risiamo. Non solo mastella

Eccoci che di bel nuovo ci ritroviamo di fronte ad una storia vecchia: indagini della Magistratura campana che emettono raffiche di provvedimenti restrittivi dall’arresto al divieto di residenza in Regione. Indagini sull’ARPAC Agenzia Regionale Protezione Ambientale ed ipotesi di reato relative ad assunzioni pilotate ed appalti truccati.

Non rileva qui il chi è accusato, i Mastella o altri e neppure l’ambito penale. Va solo sottolineato che il peso dell’UDEUR nella Regione, la lunga carriera politica di Mastella, lo rendono partecipe e protagonista non marginale dello sfascio in cui la Regione è stata ridotta. Voglio porre in risalto la circostanza molto banale che nell’ambito politico ed amministrativo purtroppo non solo della Campania, i meccanismi istituzionali di controllo della legittimità e della legalità puramente e semplicemente non funzionano anzi non vengono fatti funzionare quando non vengono affidati con lo stesso criterio con cui si affiderebbe il proprio bambino ad un pedofilo conclamato. In attesa che si alzino i consueti lai contro i giudici perversi bisognerebbe capire che il controllo giudiziario, ultima istanza, scatta a supplenza dei controlli inefficienti.

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ottobre 23, 2009 Post Under Uncategorized - Read More