Posts Tagged “Chrysler”

L’onestà intellettuale non regna tra i FIAT commentatori

Senza pudore alcuno, dichiaro di nuovo di essere Fiattofilo pur se non a prescindere. Nasce da qui il mio interesse e la mia attenzione per FIAT e per quanto si dice e si scrive in questo periodo nel quale FIAT e Marchionne sono al centro della scena. Lo sono per la rilevanza che FIAT ha nella piccola Italia, per le simpatie o le antipatie che essa da tempo immemore suscita ed ha suscitato; per il suo ruolo di grande beneficiaria di danari pubblici; per essere stata una di quelle imprese nelle quali le azioni si pesavano e non si contavano. Insomma un’azienda un po’ specchio del paese. FIAT ed il paese ne hanno pagato le conseguenze fino al rischio del baratro.

Chi un po’ conosce l’azienda sa che anche nei momenti bui, quelli nei quali un management sconsiderato e presuntuoso manovrava guidando al peggio l’impresa, ci sono sempre stati uomini che senza risparmio hanno profuso le loro energie intellettuali per fornirle mezzi tecnici utili a farla ritornare grande e forte. Ricordo che la prima vettura ad essere dotata di un diesel veloce ad iniezione diretta fu la Croma; il “common rail” la rivoluzionaria innovazione applicata ai motori diesel è nata in FIAT ed è stata venduta a Bosch che l’ha perfezionata, industrializzata e commercializzata. Per avere un’idea della portata del common rail, pensiamo al gruppo VW il quale dopo anni di investimento nei suoi motori TDI e vagonate di quattrini, ha sposato anch’essa il common rail. Se fosse rimasto un’esclusiva FIAT come ogni manager sano di mente avrebbe deciso, FIAT avrebbe acquisito un vantaggio competitivo su tutti i concorrenti che sarebbe durato decenni. A scanso equivoci, la portata rivoluzionaria del common rail era evidente sin dall’inizio: le basi concettuali su cui si fondava il meccanismo ne lasciavano intravvedere quasi tutte le potenzialità. Salvo che dagli affossatori dell’azienda.

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agosto 12, 2010 Post Under Economia, Politica - Read More

Marchionnologi all’attacco a prescindere

Mi sono imbattuto per caso in alcuni articoli riguardanti FIAT ed il Piano 2010-2014. Gli autori, Ernest ferrari e Guido Viale sono certamente esperti ed acceduti ma entrambi avanzano critiche sia pure diverse sul piano FIAT e sulle dichiarazioni stesse di Marchionne.

Suscitano attenzione e polemiche FIAT ed il suo CEO Marchionne tanto che, come avveniva una volta ai tempi della guerra fredda per gli ermetici leader sovietici, si analizzano le parole pronunciate per carpirne il significato recondito e quindi capire le reali intenzioni di chi quelle parole pronuncia. A realizzare questa analisi è stato ad esempio Ernest Ferrari, auto motive consultant, che sul Foglio ha pubblicato E se Marchionne parlasse di Pomigliano&sindacati per non parlare d’altro? sottintendendo che gli interventi di Marchionne e le sue prese di posizione su Pomigliano ed i sindacati tendano a sviare l’attenzione dai seri e concreti problemi che affliggono le due componenti dell’impero torinese-americano.

Fiat Automobiles va male; Chrysler rimane una scommessa azzardata.

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agosto 5, 2010 Post Under Politica - Read More

Gruppo FIAT tra Italia ed USA. Lunga è la strada

Dagli USA qualche segnale positivo sembra provenire ed ha riguardato la compravendita di case nell’ultimo periodo osservato. Ma qualche spiraglo si apre anche nel mondo dell’auto che ha visto un mese di Maggio positivo superare le attese con brillanti risultati a doppia cifra consuntivati dalle ex big-three. Il totale del mercato è stato di 1,103 milioni di auto con una crescita del 19% sul Maggio 2009 ed all’interno di questo dato (fonte Automotive News)

ImmAuto Usa

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giugno 7, 2010 Post Under Economia - Read More

World Class Manufactoring

WCM è l’acronimo di World Class Manufactoring locuzione che sta ad indicare un complesso di metodi, principi, politiche, tecniche di management utili a gestire una impresa.

Detta così è una roba piuttosto generica e vale allora la pena provare a capire meglio. Per un certo periodo di tempo, la produzione nelle imprese si era “limitata” a perseguire riduzione di costi, economie di scala da conciliare con nuove segmentazioni del mercato e con l’accorciamento dei cicli di vita dei prodotti perdendo centralità e ruolo strategico nell’impresa. La competizione sempre più serrata e globale, stimola la nascita di nuove tecniche di gestione anche per la produzione che imparano a tener contro delle mutate esigenze del mercato e dei clienti che aumentano, si complicano e man mano vanno ad includere nuovi concetti: la sostenibilità, l’ecologia ne sono esempi. Ma all’interno dell’impresa, sono in un certo senso clienti anche i dipendenti. L’ufficio acquisti ha come cliente la produzione ad esempio.

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aprile 29, 2010 Post Under Economia, Management - Read More

FIAT dopo l’Investor Day

Avendo in corso di lettura il Piano Strategico FIAT 2010-2014, qualche considerazione bisogna cominciare a farla.

Il 20 Aprile Cordero di Montezemolo lascia la presidenza della FIAT.  Il 21 Aprile 2010 assume la presidenza John Elkan con Sergio Marchionne CEO. Due date e due eventi che potrebbero essere uno spartiacque per il paese.

Cordero di Montezemolo, chiamato in un momento drammatico per l’azienda è stato, non va dimenticato, un grandissimo amico del’avvocato Agnelli ed uomo, manager cresciuto a quella scuola di FIAT italocentrica e statocentrica. Il suo ruolo insomma, come ha lui stesso sostenuto è stato davvero quello di traghettatore navigando da esperto skipper nel mare della politica, delle istituzioni e dei potentati economici per salvare il gruppo.  Contestualmente allora fu nominato come CEO Marchionne e come vice Presidente John Elkan personaggi nuovi per l’Italia, cosmopoliti, poliglotti estranei per età, cultura ed esperienze dalla palude italiota. Ovviamente queste vicende ha senso richiamarle non come agiografia degli uomini bensì perchè le connotazioni personali sono prodromiche all’approccio al business: l’impresa a cui Marchionne era ed è abituato è quella che si regge sulle sue gambe ed Elkan è troppo giovane per essere rimasto impigliato nella giungla dell’Azienda che si alimenta di soldi dei contribuenti. Senza fare una cronistoria lungo la quale sono riscontrabili tracce dell’asserto, è sufficiente pensare alla vicenda di Termini Imerese. Il legame con i soldi dei contribuenti elargiti dal solito ministro antiquato è stato rescisso rifiutando lo scambio incentivi auto 2010 a condizione di tenere in piedi termini Imerese.

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aprile 23, 2010 Post Under Economia, Management - Read More

Parole su Parola di Marchionne

Parola di Marchionne di R Ruggeri Parole di Marchionne è l’interessantissimo e brillante volumetto scritto da Riccardo Ruggeri, oggi imprenditore ma con un passato di top manager della NewHolland impresa FIAT delle macchien agricole e movimento terra. E’ stato anche membro del Comitato Direttivo di FIAT Holding durante la Presidenza di Gianni Agnelli. La prima considerazione che il libro mi ha stimolato è l’amore per la FIAT che aleggia in moltissime pagine e, credo, che ha ispirato la stesura stessa del libro su quella FIAT che dall’avvento di Marchionne sul ponte di comando, è tanto cambiata e, dopo l’operazione Chrysler ha ancora delle mutazioni radicali in corso. L’approccio è quello dell’investitore che ha deciso di acquistare titoli FIAT ed EXOR e quindi decide di dedicarsi ad un’analisi del business FIAT riferito all’unione con Chrysler per decidere del suo investimento. Un altro aspetto  rilevante è che Ruggeri precisa di aver compiuto il suo lavoro di analisi senza collegamenti ‘interni’ all’azienda, servendosi quindi solo di fonti giornalistiche e di libri che altri hanno recentemente scritto su FIAT e su Marchionne. Ma è come se Ruggeri stesse lì, nelle stanze del comando della FIAT data la sua lunga esperienza nell’impresa di cui aveva imparato a conoscere ogni aspetto.

Il punto di partenza è Obama con il suo appoggio a Marchionne e da qui l’analisi si dispiega nel dettaglio del business fino ad arrivare al punto focale del rapporto FIAT e famiglia Agnelli ed eredi toccando tutto ciò che c’è in mezzo.

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aprile 13, 2010 Post Under Economia, Libri, Management - Read More

Alfa Romeo: sarà la volta buona?

L’approvazione dei risultati del bilancio 2009 di FIAT saranno seguiti dalla comunicazione di nuovi dettagli splittati per settore. Sarà interessante analizzare i risultati dell’automobile ed ancor di più se fosse possibile conoscere il dettaglio a alfa-romeo-giulietta_1 livello di Marca. Mi riferisco ad Alfa Romeo mio pallino. Ma ad Abarth e Maserati, nuovo presunto polo di auto sportive del gruppo che sono state affidate a tedeschissimo Harald Wester che continuerà ad essere Chief Technical Officer dell’intero gruppo e CEO di Maserati ed Abarth. La notizia ha meritato anche un articolo sul Wall Street Hournal ed in effetti ne vale la pena. Wester ha un background professionale fatto di esperienza (tra l’altro) in Volkswagen, AUDI e MAGNA, è tedesco e quindi conosce alla perfezione il difficile mestiere di fare auto…. tedesche. La questione è se ci sarànno la disponibilità ed i quattrini per consentirlo. Sarò monotono, ma anche per la marca FIAT sarà più facile tenere ed accrescere il mercato se si Vokswagenizza riposizionandosi più in alto, innalzando qualità senza timore di innalzare ragionevolmente i prezzi che rimanere a competere con KIA o Hyundai e, tra non molto, con i cinesi.

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gennaio 26, 2010 Post Under Economia, Management - Read More

Per finire, parliamo di FIAT

Brand. E’ la magica parola che sta ad indicare un asset immateriale di grande valore economico e di immenso impatto sul mercato. E’ il marchio. Cosa viene in mente al solo sentir nominare Ferrari? Evidente! Sportività, prestazioni, di valore assoluto, piacere di guida, esclusività, oggetto da ammirare ed esibire, sogno, concretizzazione del proprio successo. Questo risultato la Ferrari lo ha costruito con uno straordinario palmares sportivo, con la formula 1, costruendo auto che più di ogni altra sono vicine alle auto da corsa; facendole disegnare a stilisti prestigiosi che sfornano letteralmente sogni. Cosa invece ci richiama Hyundai se non oneste vetture senza troppe pretese da comprare spendendo poco? Buone vetture certamente ma nulla di più. Adesso immaginiamo che Hyundai costruisca e metta sul mercato una vettura di contenuto pari a quello di una ferrari ma dal prezzo sensibilmente più basso rispetto a quello di un’auto di Maranello. Chi spenderebbe 100.000 € per una Hyundai? Entrambi, Ferrari e Hyundai sono brand ma abissalmente diversi e comunque caratterizzati tanto che al solo ascoltare il nome dell’una o dell’altra marca, immediatamente li associamo a dei contenuti in termini di identità, di valore ed emozionalità oltre che di spessore tecnico e qualità.

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dicembre 31, 2009 Post Under Economia, Management - Read More