Posts Tagged “Banca d’Italia”

FIAT, Pomigliano, Sindacati, Stato, Governo. Come buttare a mare l’ennesima occasione

Al di là delle intenzioni la vicenda che si sta svolgendo a Pomigliano D’Arco ha implicazioni fortissime sul piano generale in riferimento all’economia, alla politica ed al Mezzogiorno. L’aspetto meno rilevante, dal mio punto di vista è quello dei diritti violati di cui parla la FIOM vuoi per le motivazioni espresse dal Prof. Ichino, vuoi per la considerazione che analoghe condizioni sono da tempo adottate nelle relazioni industriali in tutta Europa e non solo in Polonia.

Già prima dell’inizio della vertenza Pomigliano FIAT credo che mancasse la consapevolezza che l’Italia fosse uno dei competitori dell’economia globalizzata il cui sviluppo era ed è legato alla sua capacità di innovare, essere flessibile ed adattabile ai mercati. La crisi ha rimescolato le carte introducendo ulteriori e più rapidi fattori di cambiamento ancora in via di definizione-comprensione capire i quali è fondamentale per pensare di poter riprendere a crescere. E’ diventato perfino stucchevole ripetere e4 ricordare che senza crescita non cìè prospettiva di rientrare dal debito, di tenere il sistema previdenziale in equilibrio, né di riuscire ad assorbire la disoccupazione che in questi mesi del 2010 sta ancora crescendo.

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giugno 25, 2010 Post Under Politica - Read More

Discussioni offuscate e tifosi tremontiani in fuga

Non so quanto interessi  ma tra i blog che frequento e mi piacciono assai, un posto di rilievo lo occupa noisefromAmerika la cui redazione è composta da persone che, come reso evidente dal loro modo di scrivere e raccontare, devono essere particolarmente simpatiche oltre che colte. Lo dico assolutamente gratis senza promesse di caffè e brioche che dovrei esserio io ad offrir loro per il tempo che dedicano all’animazione di un qualificato dibattito sui temi dell’economia e della politica italiane fondato su solide basi teoriche e culturali con tanto di dati e statistiche. Alcuni di essi, hanno scritto lo spassosissimo ma serissimo e ferratissimo volumetto Tremonti Istruzioni per il disuso (L’Ancora del Mediterraneo) nel quale hanno fortemente criticato l’approccio teorico-logico-pratico del ministro tremonti ritenuto una perla del pensiero dall’establishment italiano e dall’intero sistema mediatico che non ha perso e non perde una sola occasione per esaltare il tremonti pensiero.

Non faccio cronistorie delle presentazioni del libro e non rimango affatto sorpreso dall’osservazione che il Collettivo autore del libro fa nel post: La presentazione del libro a Trento: chi c’è e chi non c’è dove i redattori di noisefromAmerika rilevano che nelle occasioni pubbliche, nei loro interventi in trasmissioni radiofoniche e/o televisive mai hanno avuto occasione per confrontarsi con qualcuno dei tanti che del tremonti pensiero sono sostenitori.

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giugno 2, 2010 Post Under Politica - Read More

Meno male che Draghi c’è

 La messe di dati ed analisi sulla quale le considerazioni del Governatore Draghi sono state fondate l’hanno resa davvero utile ed interessante. Innanzi tutto le difficoltà interne e globali, le difficoltà sistemiche non sono state nascoste ma chiaramente delineate con tono e parole credibili che chiaramente indicano che la possibilità di uscire dalle secche c’è. C’è per tutto ed intero il paese, da Vipiteno a Pantelleria come è accaduto altre volte nella storia patria quando il paese, chiamato a raccolta, ha risposto all’appello come è accaduto nel caso dell’ingresso nell’area €uro.

Nel ripercorrere gli eventi della crisi, molto positivo  ritengo la puntualizzazione secondo la quale

La radice della crisi che investe il mondo da quasi tre anni sta in carenze regolamentari e di vigilanza nelle piazze finanziarie più importanti. La politica monetaria espansiva condotta negli Stati Uniti dalla fine degli anni novanta ha contribuito a creare un ambiente finanziario favorevole all’aumento esplosivo dell’indebitamento privato e all’aggravarsi degli squilibri globali; questi fattori hanno acuito gli effetti della crisi e ne hanno favorita la trasmissione. Ne discendono chiare indicazioni per il futuro, riguardo sia al sistema di regolamentazione finanziaria, sia alle politiche monetarie.

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giugno 1, 2010 Post Under Economia, Politica - Read More

Considerazioni Finali del Governatore Draghi

L’intervento del Governatore è stato ricco di spunti, esaustivo per contenere nel linguaggio pacato, felpato, tutto quanto è utile che i decisori politici facciano per uscire dalla difficile situazione. Prima di andare a compiere ulteriori analisi che richiedono una più attenta lettura del documento, voglio riportare qui le parole con cui il Governatore, con piglio ed atteggiamento da uomo di grande spessore ed autorevolezza ha voluto concludere il suo intervento:

Due anni fa dedicai parte sostanziale di queste mie considerazioni a una riflessione sul divario persistente fra Nord e Sud del Paese. È con quella ricerca che, di fatto, la Banca ha iniziato le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. È nostra convinzione che l’Unità si celebri progettandone il rafforzamento, garantendone la vitalità e l’adesione ai tempi nuovi. Non è la prima volta che l’Italia si trova di fronte a un’ardua sfida collettiva. Nei quasi 150 anni della sua vita unitaria ne sono state affrontate, e vinte, diverse. Mi si permettano due esempi. La più grande sfida sul piano delle riforme strutturali fu affrontata quando l’Italia appena unita entrò nel consesso europeo con il 75 per cento di analfabeti, contro il 30 del Regno Unito e il 10 della Svezia. Governanti, amministratori, maestri, Nord e Sud, combatterono insieme la battaglia dell’alfabetizzazione.Alla fine ci portammo ai livelli europei. Fu questo uno dei fattori alla base del miracolo economico dell’ultimo dopoguerra. Nel 1992 affrontammo una crisi di bilancio ben più seria di quella che hanno oggi davanti alcuni paesi europei. Il Governo dell’epoca presentò un piano di rientro che, condiviso dal Paese, fu creduto dai mercati, senza alcun aiuto da istituzioni internazionali o da altri paesi. Fu una lotta lunga: in regime di cambi flessibili, dopo tre anni gli spread superavano ancora i 650 punti  punti base; ma fu vinta, perché i governi che seguirono mantennero la disciplina di bilancio: la stabilità era entrata nella cultura del Paese. Anche la sfida di oggi, coniugare la disciplina di bilancio con il ritorno alla crescita, si combatte facendo appello agli stessi valori che ci hanno permesso insieme di vincere le sfide del passato: capacità di fare, equità; desiderio di sapere, solidarietà. Consapevoli delle debolezze da superare, delle forze, ragguardevoli, che abbiamo, affrontiamola.

Non voglio essere tendenzioso, ma ciò che traspare da queste parole e da quanto esse sottendono traggo la conferma della levatura da statista che connota Draghi.

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maggio 31, 2010 Post Under Politica - Read More

La sacconeide

Dire che la Banca d’Italia comunica un dato scientificamente scorretto è grave soprattutto se ad affermare tanto è un ministro della Repubblica. Pur non avendo dubbio alcuno circa la credibilità di BankItalia, eco che basta andare a scorrere il Bollettino Economico n. 59 di Gennaio 2010 e nella colonna di sinistra del file Pdf e silegge Stime del lavoro disponibile inutilizzato. Il paragrafo 3.5 da pag. 27 del documento si occupa dell’argomento e a pag. 28 compare una nota informativa e metodologica circa cosa si intende per lavoratore disoccupato secondo criteri dell’International Labour Organization. E poi l’analisi, approfonditamente prosegue. Ed opportunamente, correttamente distingue le grandezze che vanno trattate separatamente. Ma al di là delle giuste motivazioni metodologiche, è presumibile che se un lavoratore in cassa integrazione si trovasse di fronte ad una offerta di lavoro, la accetterebbe. Se quindi il cassintegrato NON è un disoccupato va a far parte di coloro che sono disponibili ad un nuovo lavoro. E questo ha detto BankItalia

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gennaio 16, 2010 Post Under Economia - Read More