Diciamoci senza ipocrisie qual è IL problema

Una simpatica blogger che leggo, raccontava di un viaggio compiuto negli USA ad Atlantic City, se non ricordo male, ed era rimasta meravigliata dall’aver visto moltissimi ‘pedicab’ risciò guidati da studenti o comunque giovani che le spiegavano di usare quel mezzo in estate per fare un po’ di quattrini per l’inverno o per pagarsi qualche sfizio o l’università. La mia amica blogger con piena ragione, apprezzava l’iniziativa e la buona volontà di questi ragazzi ma mentre leggevo, mi è venuto lo sconforto. Sì! Sconforto!. Immaginatevi un giovane che in Italia voglia fare la stessa cosa. Licenze, partita IVA, contabilità, permessi, carte, procedure, Enti pubblici a tonnellate, iscrizioni alla CCIAA, esami (come se quegli esami servissero a qualche cosa) ed ovviamente marche da bollo, diritti e costi vari. Senza dimenticare poi dichiarazioni dei redditi complicate come un algoritmo da decodificare e quindi soldi al commercialista, allo stato, all’INPS, all’INAIL e non si sa più a chi.

Facciamo l’esempio di una società straniera che volesse investire in Italia. In funzione del settore dove opera, oltre agli adempimenti di cui sopra, sarebbe obbligata ad ulteriori adempimenti, ad una contabilità fiscale ancora più complicata, a fare beninteso gratis l’esattore per conto dello stato, a subire verifiche di vigili del fuoco, ASL, e chi più ne ha più ne metta. Oooops! Dimenticavo i notai per costituire la società e chissà quanto altro ho omesso ma aggiungo la casualità che da qualche parte giunga la richiesta di quattrini o consulenza per un parente od un grande elettore sciacquino.

Ipotizziamo che qualche pazzo abbia subito queste torture ed abbia cominciato a lavorare. A prescindere dai disservizi e da una qualità degli indispensabili servizi poco lusinghiera, comincia se Dio vuole a lavorare ma incappa in un cliente che mette a segno una grande truffa di grosse dimensioniL’impresa, tra bestemmie e maledizioni, avvia l’azione legale e scopre che, essendo entrato in vigore quel faro di civiltà giuridica chiamato processo breve, il primo grado della causa deve durare due anni. In due anni, se va bene si conclude la complessa indagine affogata da termini, formalismi, ricorsi, rinvii e cavilli. In attesa di ripetere il giochino del garantismo pro-farabtti durante il dibattimento. Il processo si estingue. L’azienda perde i soldi, il truffatore a piede libero si gode il malloppo. Ma l’azienda può avviare un’azione civile. Ammesso che il Presidente di quella azienda di fronte ad una considerazione siffatto non vi mandi a farvi fottere a pedate prima di sbaraccare dall’Italia..

Questo pistolotto serve a dire due cose: la prima è che senza che ci sia una sola razionale motivazione siamo più bizantini di ogni amministratore ottomano corrotto; la seconda è che chi subisce un torto o una violenza, ha davanti a sé solo la grande opportunità di finire cornuto e mazziato.

A margine osservo che chi per caso dovesse pensare di localizzare in Italia un’azienda, accerta preliminarmente tutto quanto precede e senza neppure arrivare alla fine, preferisce il Rwanda o la Turchia o qualcuno dei paesi dell’Est Europa o dell’Asia che hanno fatto o stanno facendo quelle riforme che il ministro Tremonti afferma essere state la causa della crisi. Chi vuole consulti il Doing Business Report fatto dalla Banca Mondiale e si faccia il segno di croce con il piede sinistro.

Ecco! Implicite in questo mio vaniloquio, sono tutte le riforme che un governo appena decente dovrebbe fare a spron battuto. Accade invece che nel marasma della generale inadeguatezza, di cooptati obsolescenti ed inetti di una classe dirigente di legulei, che non conoscono le lingue, non hanno viaggiato, non sanno nulla di tecnologia e modernità e di come funziona il mondo altrove, si fanno tavole rotonde, commissioni, chiacchiere, dibattiti regolarmente televisivi, leggi a iosa incomprensibili, inapplicabili ed inutili che servono solo a peggiorare le cose. Negli ultimi 15 anni il peggioramento è stato evidente. E’ inutile elencare qui i parametri relativi che consentono di raffrontare le prestazioni e la competitività dell’Italia con altri paesi. Siamo perdenti ed in regresso dappertutto. E non sono affatto un disfattista come qualche imbecille potrebbe ritenere. Anzi, disfattisti sono coloro che avendone ricevuto l’incarico per mandato elettorale, lasciano le cose come stanno se va bene o le peggiorano. Nel panorama degli ultimi 15 anni brilla la stella nera di Berlusconi, che trasforma un mandato elettorale in metodo per accrescere il proprio patrimonio a spese del paese, di altre aziende e della concorrenza; utilizza il mandato elettorale per continue manomissioni di norme di ogni rango nel tentativo di conseguire l’impunità; si approfitta del favore popolare per sputare sulla Costituzione e su ogni regola; si affronta una grave crisi con l’inerzia, la demagogia, senza tema alcuna di mostrare un’ignoranza da far arrossire o mentendo. Al centro del dibattito da 15 anni Berlusconi ed il suo partito di parlamentari privati nominati appositamente che spadroneggia senza fare nulla che non sia dannoso per il paese. Nulla! Fino a norme che come il processo breve o le norme sulle intercettazioni, renderanno questo paese il paradiso di farabutti e lestofanti. Per non farsi processare. Non credo che molti si rendano conto dell’enormità di questo disegno di legge, sono sicuro che nessuno si rende conto di quanto sia devastante, salvo fingere scandalo quando personaggi alla Calisto Tanzi si racconterà che l’hanno fatta franca. L< certezza del diritto, la libertà di opinione e di espressione, l’inefficienza, l’inerzia, la demagogia sono un coktail miscelato solo per tenere in piedi quest’uomo. Senza che se ne vea l’utilità nei fatti e nei risultati. Anzi!

Voglio dare eco a temi e domande che ben più autorevolmente hanno fatto i redattori di NoisefronAmerika nel post La linea sulla sabbia di cui sottoscrivo ogni parola. Fino a quando sopporteremo di essere ridotti a sudditi, ad inutili idioti al servizio di interessi personali sordidi ed intollerabili?

Non è più questione politica, di partiti, di ideologie. Il consenso elettorale è solo mostruoso venga strumentalizzato in questa maniera priva di ogni scrupolo ed asservita ad interessi che con gli interessi di nessun elettore hanno nulla a che fare. Né l’inciviltà, la rozzezza, l’ignoranza, l’incultura, l’immoralità che sono state e sono il segno di questi anni. E’ questione di futuro oltre che di presente del paese.

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novembre 15, 2009 Post Under Uncategorized - Read More

8 Responses to “Diciamoci senza ipocrisie qual è IL problema”

  1. gobettiano scrive:

    Kreben hai ragione. Il sindacato influisce anche in aziende poco o nulla sindacalizzate perchè, insieme allo stato rende rigido il mercato del lavoro, uccide la meritocrazia e fa ostacolo ai cambiamenti. Lo stato ci mette il suo con servizi da paese sgarrupato, inefficienze varie e tasse svedesi condite con statalismo all’amatriciana alla milanese da polenta taragna. Il risultato ce l’abbiamo davanti

  2. kreben scrive:

    io credo, per vita vissuta, che l’ostacolo più grosso verrebbe e viene dalle tante conventicole vedi tassisti e simili.I sindacati alla Epifani non hanno tradizioni Trade Unions, più frequenti in UIL e CISL specie nei singoli comparti del pubblico impiego. Siccome ci sono vissuto, le osservazioni riportate sopra non sanno di vissuto ma di slogna risaputi e riportati solo per contagio. Per essere stato negli ultimi dieci anni consulente tecnico (chimico) per piccole aziende nel bresciano e lombardo in genere, la presenza sindacale nelle aziende massimo con qualche decina di dipendenti è pressochè nulla o, al massimo, rituale. Salvo situazioni assolutamente anormali. E per quanto riguarda riformismo berlusconiano, è molto poco probabile, tanto diversa è la dimensione operativa del Berlusconi: chi ragiona a miliardi di euro non può capire chi si deve mettere in ginocchio per un fido di qualche dieci o cento mila euro. E’ un fatto genetico. I nemici delle piccole e medio aziende sono i clienti e i fornitori che hanno più forza contrattuale dell’azienda e che impongono i prezzi delle materie prime e semilavorati e determinano il prezzo a cui devi vendere le produzioni.
    Gli italiani sono un popolo di allenatori di calcio e di riformisti, peccato che non conoscano mediamente nè i campi di calcio nè il mondo della produzione, se non per sentito dire.

  3. Ciao, mi chiamo Guido Mastrobuono e sono un cacciatore di articoli per un concorso che si chiama “Concorso Permanente di Parole ed Immagini” e mette a confronto articoli che stimolino una discussione in ambito folisofico, sociale o politico (vedi l’indirizzo http://lavoristi.ning.com/profiles/blogs/concorso-permanente-di-parole ).

    A mio avviso, questo articolo arricchirebbe il nostro concorso e volevo suggerirti di inserirlo.

    Il concorso, in realtà, è una scusa per convincere la gente a metterci a disposizione spunti per la discussione. Noi poi ne parliamo e ci creiamo un’idea nostra sui più svariati argomenti.
    Infatti, la concorrenza tra autori non è una cosa che ci appartiene: noi creiamo nella collaborazione. E dal confronto con gli altri, noi aumentiamo il nostro sapere.
    Comunque la pubblicazione offerta in premio ai vincenti è vera ed effettiva.

    Se lo vorrai, potrai tranquillamente inserire, al piede degli articoli un link al tuo blog cosa che lo renderà più noto e facilmente raggiungibile.

    Un saluto

    Guido Mastrobuono

  4. gobettiano scrive:

    Pier scusi ma lei che credo, insieme a tanti altri ha votato legittimamente per il PdL o per chi ha ritenuto giusto votare, non si sente tradito e mortificato nel suo essere una normale persona dabbene come me (anche se sono immodesto) e come tanti altri? Se le regole del gioco sono quelle che sono, chi partecipa deve seguirle. Mi sembra molto semplice. Dal mio punto di vista, la soluzione sarebbe dimissioni e difesa nelle sedi opportune. Accade così nelle democrazie liberali. Chi all’epoca votà Nixon non profferì verbo e nessun sSenatore o membro dello Staff presidenziale si sognè neppure di midifcare un bel nulla. Chi ha votato per il PdL, sarebbe corretto e civile accettasse l’ipotesi di dimissioni del PdC. Ed esempio ce ne sono a iosa. Per le mie radicate covinzioni, sono un sostenitore accanito del rispetto delle regole, dell’assunzione di responsabilità ed appassionato del liberalismo dal quale certe posizioni nitidamente derivano. Non pretendo di convincere nessuno e, purtroppo per me, non ho né possibilità né capacità per incidere se non con la modestia delle mie opinioni e l’opportunità degli scambi con persone come lei. Ma detto questo, lei capisce bene che dal mio punto di vista sentir parlare ancora e di nuovo di Robin Tax m’incazza e sentire Buonaiuti che sul Tempo di ieri spaccia il rinvio del pagamento dell’acconto di novembre come mezzo per rilanciare i consumi e come attuazione di un programma di governo, m’indigna. Le soluzioni alla meno peggio, di compromesso al ribasso non le vedo neppure. sono uno dei mali che ci hanno portato fin qui. Tornando per un secondo all’economia per la quale sono grandemente preoccupato, regna una gran confusione nell’opinione pubblica e rilevo la totale mancanza d progetti nel governo al di là di pezze ed interventi demagogici da Robin Tax. La situazione dell’occupazione è grave ed in peggioramento ed il riassorbimento sarà molto lento. Il momento di intervenire con alcune riforme, tipo quella sugli amortizzatori sociali è ieri. Il momento di fare seri progetti di riduzione fiscale da finanziare con tagli certi ed immediati di spesa è ieri. E stiamo invece a cincischare di rinvio di pagamenti.

  5. Pier scrive:

    Vedo che sprofonda in un catastrofismo irreale.

    Comunque per come vede il nostro mondo si consoli, Epifani ce la stà mettendo tutta pure lui. Per le riforme a grappoli sa bene che non è vero perchè gli interessi e le resistenze attuali sono fortissime da tutti contro tutti.

    Con i se ed i ma è vero che non si fa la storia ma ribadisco che spero che votino la modifica costituzionale di cui sopra così finirà questa interminabile storia, poi forse si vedrà.Se non facessero bene alla scadenza gli elettori Italiani cambieranno, ne sono certo .

    Perchè quale sarebbe l’alternativa? L’ho già chiesto, ma non mi ha dato risposta. Mie ipotesi:

    A – Nuove elezioni, con riconferma praticamente sicura e prosecuzione del Dramma/ Commedia infinita.

    B – Governo di “Salvezza Nazionale ” Napolitano/(nei panni di Scalfaro) convince Bossi(se stesso) e nomina Draghi Primo Ministro(nei panni di Dini) con Fini agli interni, D’Alema agli esteri, Casini alle riforme, Bersani alla difesa, Bassolino ai lavori pubblici e Di Pietro alla giustizia
    La G.d. Finanza nottetempo preleva Berlusconi e lo confina alla Maddalena, per pericolosita sociale! (Da solo non ci andrebbe) con Feltri, Belpietro e magari anche De Bortoli. Marrazzo ( che sembra debba rientrare in Rai), viene perdonato e fatto Presidente Rai con Santoro, Travaglio, La Berlinguer a capo dei tre canali , tutte le reti Mediaset oscurate, Confalonieri a far compagnia a Berlusconi , insieme a Bruno Vespa, radiato ed esiliato e “dulcis in fundo” la signora Miriam Bartolini, rientrata dalla Svizzera, con l’assistenza della figlia Barbara, reggerà la Mondadori, restituita a De Benedetti.

    Dimenticavo un dettaglio . Per evitare ulteriori seccature da parte di “neosovietici”, “paternalisti” ed altri più o meno 20 o 25 milioni di “imbecilli” viene eliminato il “diritto di voto universale” , riservandolo, scelti da una commissione di esame, presieduta da Violante, Dario Fo, Franca Rame, Sofri e Rodotà , a circa 700.000 cittadini “illuminati”, come agli inizi del ‘900 ai tempi di Gobetti !

    Buona serata.

    Pier

  6. gobettiano scrive:

    Pierr dissento in mmaniera radicale. Sostenere che senza processi incombenti si sarebbero fatte le riforme è mera indimostrabile dietrologia. Così come si sono votate leggi canaglia a grappoli, così si sarebbero potute votare riforme a grappoli. Dal 2001 al 2006 una legislatura sprecata, ils seguito pure e quella attuale che oltre allabituale approccio, dimostra una concezione statalista, reazionaria, per usare un antico termine, che abbonda di discrezionalità, dirigismo da gosplan aggravata dal talebenesimo pericolosissimo del Dio,patria e famiglia. Mentre il paese affonda e la cetezza del diritto viene definivamente demolita da una legge che per infamia sovrasta quasi tutte le altre. Meglio i tempi di cofferati che i neosovietici paternalisti di oggi.
    luigi

  7. Pier scrive:

    Penso che il Suo limite sia proprio questo!

    Non (voler) vedere che se non ci fosse stato l’assalto giudiziario sinistro/Violante e Romano/centrico ad SB era più probabile che quelle riforme fossero fatte, perchè l’SB imprenditore, specie nel 94, conosceva molto bene lacci, lacciuli e tutto quanto Lei giustamente denuncia, conosco bene il problema di investimenti esteri, ma anche di export ns. senza nessuna protezione, aiuto e rispetto (e per chi esporta il 90 ma anche 80 o 60% ed è piccolo sono veri problemi) con leggi, leggine e spesso anche leggi del 1930.

    Ma non prendiamoci in giro! diciamo che contro la, chiamiamola così” riforma del pedicab/o risciò” subito avremmo avuto ed avremmo ancora la rivolta di Coferrati(allora) Epifani(ora) con tutta la frangia ex degli ex dei Ferrero, Agnoletto, Giulietti, Minà, sullo sfruttamento capitalistico ed altre fesserie, più ovviamente tutte le legioni burocratiche che si rifanno anche a Fini, Casini ecc.

    Mi auguro che di fronte al recente provvedimento ci si renda conto che votare il lodo Alfano in versione costituzionale, sia non solo preferibile ma anche giusto.

    Pier

  8. diggita.it scrive:

    Diciamoci senza ipocrisie qual è IL problema…

    a simpatica blogger che leggo, raccontava di un viaggio compiuto negli USA ad Atlantic City, se non ricordo male, ed era rimasta meravigliata dall’aver visto moltissimi ‘pedicab’ risciò guidati da studenti o comunque giovani che le spiegavano di usare …

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