Il piccolo Impero ottomano d’occidente

Esercto ottoman decadente

Esercto ottoman decadente

Non c’è dubbio alcuno che la Battaglia di Lepanto del 1571 rappresenta il crinale oltre il quale inizia di fatto il declino dell’impero ottomano che sarà definitivamente compiuto nel 1923 quando nacque la Repubblica Turca. Il declino si compì per la progressiva perdita dei mercati del Mediterraneo da parte degli ottomani sostituiti dai mercanti delle Repubbliche di Venezia e Genova, dagli Spagnoli e man mano, nel corso del tempo, da Spagnoli, Francesi ed Inglesi. Ed il fenomeno si verificò per una combinazione di elementi di fatto e di elementi culturali e morali i quali ebbero l’effetto di sopire ogni volontà-capacità di contrastare la tendenza al declino oramai definita. Questo destino si rafforzò anche per la solita mania di scambiare il potere con la potestà di imporre regole, lacciuoli, prescrizioni fonte di inefficienza, stato imbelle divorato da una corruzione devastante. Non fece eccezione la giustizia piegata alla forza ed alla prepotenza ed alle convenienze.

Facendo la tara rispetto alla violenza fisica, ho la sensazione di vivere in un paese in piena decadenza ideale, culturale e morale dalla quale deriva la decadenza economica che si accompagna al rinnovato statalismo tanto velleitario quanto inefficiente, corrotto ed inetto oltre che tetragono alla modernità ed all’innovazione. Né fa eccezione lo stato della giustizia. D’altra parte, con la concentrazione anomala di potere in capo al presidente del consiglio, le somiglianze si estendono anche all’istituzione del sultanato ottomano alla pari dell’inettitudine per tutto ciò che esorbita gli interessi privati e personali che maniacalmente costui cura a spese del paese.

L’effetto nel paese è analogo agli ukase del sultano: questioni personali e private difese con ogni mezzo e per il resto indifferenza assoluta all’operatività degli organi istituzionali, indifferenza inetta ad affrontare la pesante situazione economica aggravata dalla crisi ma preesistente ad essa. Valga l’esempio della BanCa(ssa) del Mezzogiorno o quello dei tremonti bonds passando per la miserevole demagogia della robin-tax o della orrenda social card, monumento ulteriore all’inefficienza sciagurata della pubblica amministrazione.

A differenza dell’impero ottomano, solo il conflitto di interessi mediatico che neppure il sultano di Costantinopoli si sognava, costituito da controllo proprietario o politico di reti televisive ed organi di stampa e ramificato e capillare via monopolio sulla raccolta pubblicitaria. Un mondo animato da una pletora di volontari a cottimo designati appositamente come il cosiddetto direttore del TG1, che sta alacremente lavorando per scalzare i più accaniti e servizievoli maggiordomi del sultano.

Che l’ignoranza superficiale e/o strumentale sia generalizzata è dimostrato dagli infiniti episodi di pubblica sottovalutazione-negazione della crisi riportata asetticamente da moltissimi giornali e dalle TV fino alla demonizzazioni di dati ed analisi presentati da istituti internazionali ed italiani poi condivisi obtorto collo nelle scelte di finanza pubblica. Fino alla disgustosa, tragicomica sceneggiata di qualche giorno fa circa l’indice CLI ed il fantomatico sorpasso sull’Inghilterra. Plastico esempio di piaggeria ed ignoranza abissale e di un livello di professionalità tendente allo zero da parte del’informazione.

Dopo l’incontro di oggi con Fini, si prepara un altro colpo all’ordinamento giurisdizionale ed alla magistratura finalizzato a liberare del tutto berlusconi da ogni pendenza giudiziaria, in una sorta di giorno del giudizio, una armageddon tipicamente dittatoriale del con me o contro di me. Non ho dubbi su come andrà a finire né ho dubbi circa il proseguire accelerato della crisi economica. Manca ogni premessa a che vi sia una mera presa d’atto o perfino una piena comprensione di quanto sta accadendo e quindi non c’è possibilità alcuna di immaginare soluzioni adeguate.

L’accelerazione del declino non appartiene all’oggi ma data a molto indietro aggravato 15 anni fa dalla ‘discesa in campo’ di berlusconi che ha peggiorato alcuni aspetti rilevanti della vicenda italiana non essendone per altri versi l’unico responsabile dal momento che i medesimi limiti di inadeguatezza, sia pure con connotazioni diverse, sono tranquillamente ascrivibili al centro sinistra.

L’unica cosa incerta rispetto al nitore del declino complessivo del paese è l’esito finale. Nel caso della Turchia nacque la Repubblica Turca del laicissimo Kemal Ata Turk. Nel caso nostro c’è anche il rischio che nasca la repubblica taleban-macchietta di italiettistan.

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novembre 10, 2009 Post Under Uncategorized - Read More

5 Responses to “Il piccolo Impero ottomano d’occidente”

  1. kreben scrive:

    tanto valeva una vera amnistia, chiara brutale e sincera. C’era un’epoca in cui in Italia ce n’erano 3 ogni 10/15 anni. Non so se si viveva meglio o peggio. Le amnistie le hanno chiuse per non favorire “politici” illegali. Bella utopia. In fondo una norma che dicesse: chi si avvale dell’amnistia escluso da ogni carica elettiva porterebbe chiarezza. E poi la scusa l’avrebbero: cambia la giustizia facciamo pulizia.Vuole salvare il culo e la faccia, scelga.

  2. gobettiano scrive:

    Pier non è questione di provocazioni. Sono d’accordo con l’On. Martino il quale è solito rammentare che anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al dì. D’altra parte, non sono stupido fino al punto di augurarmi un pessimo governo. E’ che è ontologicamente impossibiltato ad essere men che pessimo. Preda di demagogia ed assenza di visione e progettualità, vive di annunci ed inerzia, avvolto nelle questioni personali dell’ometto di Arcore. E di costui l’informazione, si fa per dire, è piena ed è stata giustamente piena anche in relazione alle sue imprese daddariesche e di frequantazione con maneggioni interessati non esattamente cononse ad un paladino della famiglia che per giunta mente come respira. Non vorrei poi che lei fosse eccessivamente ottimista circa le relazioni internazionali. In ogni sede di studio ed analisi di relazioni internazionali, in molte cancellerie, il paese ed il suo presidente del consiglio sono squalificati e punto. ,Purtroppo, con solide motivazioni che non dipendono certo da complici stranieri di Repubblica. Qiuesta è una mera idiozia neppure buona per chi fosse davvero del tutto spreovveduto. D’altra parte le strategie riguardanti i rifornimenti energetici vanno assunte in funzione di strategie comuni con l’Europa di cui facciamo ancora parte e pià in generale nel quadro delle alleanze di cui siamo parte. Il metodo dei compari e degli amiconi è buono per le osterie non certo nella diplomazia.
    D’alra parte, se ci fosse qualche dubbio sulla creibilità sottozero dell’uomo berlusconi, del politico e della sua coalizione, basti guardare il disegno di legge sulla durata dei processi, Un’amnistia che riduce il paese a paradiso per delinquenti, corruttori, farabutti e falsificatori di bilanci. Alla faccia dell’etica di cui va blaterando don tremonti che non interverrà certo per censurare il fatto che un clandestino è socialmente più pericoloso di Calisto Tanzi. Come hanno preteso i razzisti ignoranti della lega. Aggiugo che agli occhi internazionali, questa mania di devastazione dell’ordinamento è un deterrente. Nessuno sano di mente investirebbe in un paese dove per fare un piacere al presidente del consiglio si manomettono codici e pandette.
    Grazie comunque per il suo commento
    luigi

  3. Pier scrive:

    Mi fa piacere che alla mia provocazione “nel vedere almeno qualcosa di buono” Lei citi “alcuni risvolti positivi” delle riforme Brunetta e Gelmini…

    Poi il “Sultano” o “satrapo di Arcore”, con la “corte”, si stà interessando anche di altre cose, delle quali si parla molto poco, perchè con la fissa su, D’addario, Noemi e varia giustizia a senso unico, forse ci si confondono un poco le idee. Ad esempio…

    E’ in corso in Europa, come penso ben sappia, ma anche con una robusta partecipazione degli USA di Obama per le sue implicazioni geo-economiche e politiche, quindi non è una cosetta, una sorta di battaglia non tanto sotterranea. Trattandosi di gasdotti la definizione è molto esatta… Riepilogo:

    Gasdotto NORD STREAM (da Russia via Finlandia, Estonia,Mar Baltico,Germania). Fine lavori forse 2012.
    Soci Gazprom/RU 51% – BASF/D 20% – EON/D 20% – GASUNIE/NL 9%
    La guida G.Schroder, SPD ex primo ministro. E’ sostenuto dal Governo Merkel, ma non è, come si
    legge da qualche parte, un progetto “Europeo”, ma è Tedesco e la Germania fa “squadra” anche con
    le sue società, basti vedere BASF che sono private Da noi si griderebbe allo scandalo o all’inciucio.
    Finlandia e Svezia che come paesi rivieraschi del Baltico finora si stanno opponendo e ritardando i
    lavori, (tipo no – TAV) , vengono pressate da Russia e Germania . Notare l’1% oltre il 50 di Gazprom
    che in pratica comanda.

    Gasdotto SOUTH STREAM (da Russia via MarNero,Bulgaria,Gracia). Fine lavori previsto 2013.
    Soci Gazprom/RU 50% – ENI/I 50%, quindi societa paritetica. Sostenuto dall’Italia
    Tutti i paesi interessati hanno già firmato, compresa la Turchia( ..essendo del Sultano è ovvio…)

    Gasdotto NABUCCO(da Azerbaigian,via Turchia,Bulgaria,Romania, Ungheria, Austria) (previsto per 2014)
    Soci i sei Stati di cui sopra con il 16,67% ciascuno. Evita completamente la Russia.

    Voglio dire.

    L’energia è un capitolo vitale per l’Italia che nell’indifferenza più totale, ha eliminato in passato il nucleare mantenendo tutti i costi ed i rischi per rifiuti ecc e sembra anche che specie ad opera dei Governi dei tempi goda nel pagare quasi il doppio della boletta energetica dei nostri partner Europei e non.

    Il Governo Berlusconi appoggia tutti questi progetti in via di realizzazione, che diversificano fonti e “strade” ma ovviamente sostiene con forza l’ENI che ha una parte importante nel South Stream.

    Gli USA che vedono ridurre il peso del petrolio ed accrescere gli utili Russi non sono precisamente felici come pure i Francesi, per via delle loro notevoli forniture grazie al nucleare e frappongono ostacoli di ogni tipo.

    Sui nostri giornali però non si parla, se non molto poco di tutto questo che è un problema grosso ed un successo rilevante ed anche vitale per l’Italia , come pure i rigassificatori, però si legge solo che Berlusconi va da Putin, anche come Lei disse mi pare, a “Putineggiare…”

    E per finire perchè, secondo Lei, il Figarò giorni orsono dopo aver citato il sostegno dei vari Primi ministri, ex Ministri e Ministri e via discorrendo come di una cosa normalissima, quando parla del ” S.Stream”, scrive, non appoggiato dal PM. Italiano o simili, ma, cito testualmente ” AVEC LA COMPLICITE’ DE BERLUSCONI ” (non credo serva tradurre). Sottintendendo qualcosa di losco, nascosto !

    Questo è il risultato dei pregiudizi di secoli di dominazioni , del nostro non sapere fare squadra , del darci addosso gli uni contro gli altri, del Franza o Spagna purchè se magna, ecc. ecc.

    Posso dire con tranquillità e anche con orgoglio di aver sempre ” lavorato/operato per….” e mai “contro….”

    Buona sera.

    Pier

  4. fino scrive:

    Luigi, che dirti? Il satrapo di Arcore non sif ermerà fino a quando sarà riuscito a svuotare le istituzioni di questo paese.
    Un abbraccio
    Fino

  5. diggita.it scrive:

    Il piccolo Impero ottomano d’occidente…

    Non c’è dubbio alcuno che la Battaglia di Lepanto del 1571 rappresenta il crinale oltre il quale inizia di fatto il declino dell’impero ottomano che sarà definitivamente compiuto nel 1923 quando nacque la Repubblica Turca. Il declino si compì per la pr…

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