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Evasione: quaquaqua. Comunicazione: quaquaraquà

Posted by gobettiano - 3 maggio 2012 - Uncategorized
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La spending review profila l’ennesimo colpo a vuoto del governo colpito dal blocco delle caste burocratiche-amministrative appoggiate dei capibastone politici i quali, dopo aver tentato e realizzato la vanificazione, lo svuotamento, il sabotaggio sistematico delle riforme fin qui presentate, assumono acrobatiche posizioni che la doppia o tripla faccia permettono: capibastone, capifabbricato, scherani, garzoni sembrano orientarsi in direzione di una necessaria riduzione del carico fiscale. Ovviamente è una ipocrisia. Una riduzione di tasse sarebbe come la rinuncia delle caste al fiume di danaro che intermediano e di cui si servono per le loro clientele e quindi è impensabile. La cosa ha solo valenza elettorale per tentare di turlupinare i sudditi della parte produttiva del paese asfissiati di tasse. D’altronde, la riduzione del carico fiscale va accompagnata da robuste riduzioni di spesa pubblica e, colme si vede, tutto si tiene. L’aspetto odioso di questi comportamenti sta nel fatto che una casta da 60 bn € all’anno di corruzione oltre al resto, quella di Lusi e Belsito e di tutti gli altri casi scoperti a centinaia ogni mese, squalificati, svergognati, privi di credibilità e decenza, per miserabili fini distorsivi rispetto ai problemi del paese, ha fatto l’ìimpossibile a che venisse additata l’evasione fiscale ed il rispetto della legalità come fonte di ogni male di questo paese. Non solo, vengono rilasciati comunicati fatti apposta per confondere l’opinione pubblica.  Per rendercene conto servo ovviamenter dei dati e possibilmente dei confronti con altri paesi europei simili al’Italia se non  altro per £attenzione al weifare” I dati che di seguito esponiamo sono tratti da OECD Factbook 2011-2012. Cominciamo con il più classico di parametri, il PIL GDP in inglese

Piccolo nota. Inserire le tabelle complete, consente di avere una panoramica di paesi molto vicini culturalmente all’Italia ma anche molto diversi tutti accomunati però dall’essere permeati da economie capitaliste, in misura o maggiore o minore liberista dove mercati, concorrenza e competitività sono ben più implementati rispetto all’Italia e con risultati che, nel tempo, dicono molto sul nostro paese e sulla nostra lunghissima crisi. Il secondo motivo risiede in una constatazione: il welfare, le pensioni, l’assistenza, la sanità universale richiedono risorse ingenti e crescenti. Non alleghiamo altri grafici per non rendere ancor più farraginoso il post, ma se lo facessimo vedremmo che anche per quegli aspetti di welfare l’Italia è squilibrata. Ed è squilibrata perché abbiamo dimenticato che prima di destinare risorse ad qualunque scopo, per nobile che sia, occorre produrle le risorse

Proseguendo con la esposizione ecco le tabelle che servono a chiarire il ragionamento che intendiamo presentare

La tabella che precede ci racconta della spesa pubblica globale che in Italia, salvo lievi riduzioni prontamente annullate, ha raggiunto i livelli che vediamo senza che neppure l’esperienza aneddotica di ciascuno di noi possa smentire il fatto che  spesa cattiva, mal fatta, sprecata, generatrice di inefficienze, iniquità e criminalità corruttiva. Con una tal spesa pubblica ed un debito al 120% del PIL non abbiamo infrastrutture di comunicazione né di rete, zero infrastruure informatiche; non abbiamo né un sistema di porti né di aeroporti che non sia pubblico e malgestito, in molte aree lo stato con controlla nulla grazie alle mafie ed alle collusioni con la politica.

I dati inseriti consentono di verificare che parametrati al PIL, le grandezze d spesa, imposizione fiscale, etc sono all’incirca analoghe a quelle degli altri paesi OCSE salvo che per i pil ed il PIL pro capite.

Per proseguire, prendiamo i dati di GDP del 2009. Essendo espresso in dollari, lo convertiamo in Euro al tasso di oggi, 1,3214 ottenendo 1.444,5 bn €. Bisogna tener conto che essendo rilevante l’economia sommersa, nel pubblicare i dati ISTAT alle risultanze relative all’economia legale, aggiunge stime sull’economia sommersa che vanno quindi a sommarsi. Di pochi giorni fa è un lavoro dell’EURISPES di cui ha dato conto Il Fatto Quotidiano. Indipendentemente dalle stime che ipotizzano AMMONTARI DI EVASIONE DI OLTRE 150 BN€ Si comprende subito che i recuperi di evasione fiscale farebbero ulteriormente salire la pressione sull’economia legale. Il senso del nostro ragionamento non era certo quello di giustificare l’evasione o di volerne impedire il contrasto, ma La criminale situazione per la quale uno stato, dispone di risorse propozionalmente analoghe a quelle di paesi comparabili e non ed è stato capace di dilapidarle in maniera distruttiva e senza nulla costruire di ciò che sarebbe stato necessario. La vicenda italiana ha presentato una costante nella sua storia. Allo stato, al pubblico, i soldi non bastano mai e gli aumenti pazzeschi di spesa e debito per i peggiori motivi si possano immaginare hanno comportato la richiesta di nuove risorse regolarmene dilapidate. Si noti che le tabelle recano come anno finale il 2009 e sappiamo benissimo che da allora ad oggi la pressione fiscale è salita fdi oltre 4 punti percentuali.

Di qui un ulteriore corollario: il fenomeno evasione fiscale non è questione di solo moralismo (e diciamo solo per non aprire e fronti polemici), ma frutto di scelte di convenienze ed utilità. Illudersi quindi che con la faccia feroce e metodi da santa inquisizione, incivili, violenti e prevaricatori l’evasione si possa debellare è pia illusione- Chi di fronte alla pretesa fiscale sceglie ‘evasione, è mosso dalla convenienza economica della scelta in rapporto al rischio, da calcoli di utilità personale come il non volersi impoverire pagando le tasse, e dallo schifo che chiunque prova ad affidare i propri sudati quattrini ad una banda di gente che ne ha sprecati a migliaia di miliardi offrendo spettacoli umilianti come nel caso dei rimborsi elettorali. Combattere l’evasione è possibile cominciando a ridurre la pressione fiscale, semplificando le procedure, ristabilendo la civiltà delle procedure di riscossione, ricostruendo la moralità della politica e della burocrazie nell’ottica di un rapporto civile e dignitoso con il cittadino contribuente al quale va dimostrato che nel chiedere e el dare il metro è lo stesso.

Attenzione estrema va posta nella comunicazione che l’Agenzia delle entrate propone e l’informazione riecheggia. Titolare Gdf, scoperta evasione per 6 miliardi 650 milioni di Iva non pagata è fuorviante e verosimilmente falso fino a che la causa tributaria intentata da quei contribuenti non sarà finita. Al massimo è una pretesa della GdF. Ovviamente a meno di voler considerare la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva applicabile solo al proprio ladro preferito. I dati andrebbero riportati per Attività degli accertatori, e somme riscosse a titolo definitivo. Punto.

In ultimo i dati di evasione per categoria, quelli che scandalizzano mostrando che gli imprenditoi, anzi i “padroni” dsichiarano meno dei loro dipendenti. Ci spiace, ma una tabella ISTAT è indispensabile

Sono censite in Italia 2.660,000 imprese senza dkipendenti dove opera il solo titolare. Sono censite 1.667.000 imprese con un numero di dipendenti da 2 A  9 ,ma non sappiamo quante siano quelle con due dipendenti, quelle con tre e così via.

1 Imprese per classi di addettiTenuto conto che tra queste imprese mono lavoratore ci sono le partite IVA, qual mai miracolosa ragione giustificherebbe introiti diversi da quelli di un dipendente? Le aggregazioni di dati rendono poco solide e poco credibili i dati. Questo non significa che gli imprenditori siano tutti santi né che siano tutti delinquenti come per ogni categoria, significa solo esplicitare quanta informazione fuorviante venga fonita ai sudditi Tutti coloro che si pascono di danaro pubblico, e sono tanti, troppi, combattono questa guerra truffando mediaticamente l’opinione pubblica demonizzando chi fa impresa ed i suoi comportamenti. Questa buffonata, basta leggere un giornale, sta demolendo un settore dell’automotive senza una ragione effettiva e sostanziale oltre a creare un clima terroristico ed incivile al solo scopo di continuare a depredare il paese sempre di più per tenere la greppia sempre ben fornita di soldi sottratti ad impieghi produttivi e destinati ad alimentare viaggi da sogno, corruttele, mala gestione, arricchimenti illeciti e crescenti prebende alla gigantesca orda di parassiti che il paese di trova sul groppone.

Anche sotto questo profilo il governo Monti è deludente e lo è anche per associarsi all’ starnazzo contro l’evasione che non è contrasto ma violenza e soprattutto prepotenza e mistificazione per non spiegare i dubbi prima sollevati sulle ragioni per le quali pur disponendo di risorse comparabile ad altri paesi, l’Italia non è neppure lontanamente paragonabile ad essi sotto nessun profilo.

Siamo consapevoli che nella nostra irrilevanza saremo tacciati di essere pro-evasori o liberisti selvaggi nonostante la nostra banale pretesa sarebbe quella che ci si occupasse di argomenti complessi e delicati con la competenza e la prudenza del caso. In Italia questo non usa. Viene preferito il metodo del raglio alla luna, dell’asinaggine conclamata, della malafede più lercia, della propria miserabile razione di avanzi che un’orda di predoni abbandona dopo ogni banchetto a spese del paese alla fame dei sudditi.

Chissà! Magari per coeme siamo messi finirà per davvero e presto. E neppure bene.

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