Dopo Grecia e Slovenia, sarà la volta della Turchia?
Le attività dei maghi sempre dotati di regolamentare palla di vetro, fervono intensamente, irriguardose del severo monito ‘silete economisti’ loro rivolto dal cipiglioso ministro tremonti. Stavolta gli astrologi in questione sono Carlo Altomonte e Maria Giovanna Bosco che operano presso l’ISLA Bocconi. Essi, in collaborazione con PricewaterhouseCooper e ISPAT Agenzia turca per il supporto e la promozione degli investimenti, hanno realizzato una ricerca sullo sviluppo degli investimenti esteri nei prossimi anni in Turchia che, stimano, possono raddoppiare a condizione che il paese continui nel percorso di riforme economiche intraprese.
Sarà interessante leggere la ricerca solo segnalata sul sito Sarfatti25.it. Nelle more qualche pensiero volteggia nelle menti semplici visto che già Grecia e Slovenia hanno superato o quasi l’Italia nella classifica del reddito pro-capite a parità di potere d’acquisto. Capisco che la Turchia è un paese laico ma a maggioranza musulmana e quindi, privo delle radici giudaico-cristiane onde è consentito di pronunciare le parole blasfeme ‘riforme economiche’ senza temere scomuniche, denunce, ostracismo, dossieraggi o sguardi di compatimento. Capisco che le esigenze dell’economia sociale di mercato richiedano che lo Stato si prenda paterna cura cura dei suoi fortunati cittadini anche nel letto di morte oltre che nelle mutande e, of course nelle tasche. Comprendo che il rimpianto per i bei tempi del Banco di Sicilia, del Banco di Roma o del Banco di Napoli sia profondamente giustificato e potrà essere lenito dalla prossima costituenda Banca del Mezzogiorno, fondamentale pilastro ovviamente statale o para della definitiva rinascita del Mezzogiorno. Mi rendo conto che la Turchia non ha monopoli komunisti (ad eccezione del monopolio del kapo che è monopolista ma non è comunista a meno di convenienze) che nessuno si sogna di correggere. Osservo che quel povero paese è afflitto dalla grave lacuna strutturale di non possedere neppure una compagnia aerea formidabile e competitiva come Alitalia-CAI emblema del paese. Addirittura ricevono attestazioni per la lotta che stanno conducendo contro la corruzione. Vorrei solo che le Autorità italiane Competenti, Eccellentissime Signorie Loro, spiegassero ad un’anima semplice e pia a quale vano titolo la Turchia senza Dio si preoccupa dell’inutile, poco etica e materialistica attività di come fare ad attrarre investimenti stranieri e per giunta pagani. E, se non sono eccessivo, umilmente chiedo alle sempre Eccellentissime Signorie Loro di sapere quando ritengono che la Turchia supererà il nostro fortunato e benedetto paese dalle radici giudaico-cristiane nel reddito pro-capite a parità di potere d’acquisto. Salvo il periodo di crisi, il loro PIL corre, tapini, come un treno (ovviamente) giapponese certamente a causa della maledizione del mercatismo e dell’opera nefasta e diabolica di Satana che assume l’aspetto mostruoso della finanza, dannazione dell’anima e dell’etica.
Per faclitare il compito e non essere di troppo disturbo, segnalo un link pur sapendo che esso rappresenta l’ingresso in un antro oscuro, orrendo e pieno di palle di vetro dal sinistro nome di OCSE!!!!!
Ma nel felice paese di Italiettistan siamo tranquilli: le risorse finanziarie de cittadini, il risparmio privato è cospicue e calcolato, quello sì con la statistica del pollo quindi possiamo ben resistere fino a quando anche il sorpasso turco non sarà avvenuto.
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