disfida sulla Roma-Milano: chi perde? chi non c’entra: viaggiatori e contribuenti
E’ ben curioso leggere della disfida sulla tratta Roma-Milano che Rocco Sabelli, AD di Alitalia ha intrapreso contro le Ferrovie e l’alta velocità. La ragione della disfida, ad opinione di Sabelli sta nel fatto chele Ferrovie girano quattrini dello Stato sicchè la competitività dell’alta velocità con gli aerei di Alitalia, sarebbe unfair, viziata dagli aiuti pubblici di cui l’alta velocità beneficia.
I vertici delle ferrovie rispondono scandalizzati gridando che i treni ad alta velocità sono sul mercato e non c’entrano con le infrastrutture.
Comunque sia, è una sceneggiata che oltrepassa ampiamente i confini della decenza presupponendo che la bella Italia sia abitata da orde di grulli da turlupinare come e quando e quanto più aggrada a chi è protagonista di simili spettacoli. E nel peggio la politica non può mancare. Ecco infatti che sul sito del Ministero per i trasporti, in questa pagina si legge una dichiarazione resa dal ministro matteoli il 12 Gennaio 2009: “Il decollo della nuova Alitalia è un successo non solo e non tanto per il governo ma per il Paese”. C’è ancxhe altro,ma basta questo per convincersi che il ministro ha capito tutto. Non trovo il link, ma Corsera di alcuni giorni fa segnala che nella Relazione semestrale al Parlamento fatta non da un passante ma dal ministro matteoli si è accorto che Alitalia-Air One monopolizzano il mercato ed in particolare la linea d’oro Linate-Fiumicino a danno dei consumatori. Una conclusione stranissima! Del tutto imprevista ed imprevedibile quando la dichiarazioni del ministro che tutto capisce parlavano di successo per il paese. D’altronde ha detto paese, mica Italia! Perchè per l’Italia, per i viaggiatori, per il mercato è l’ennesima fottitura a cui si aggiunge quella per i contribuenti chiamati a pagare per i resti ed i debiti miliardari in €uro caricati sul groppone di tutti. Temo che sia questo un aspetto dell’economia sociale come la intendono i massimi esponenti politici. Ed è questa la politica buona, rivoluzionaria e conservatrice, ecumenica di cui va cianciando l’insigne ministro brunetta. E vedremo cosa succede se, come qualcuno ventila, le perdite di Alitalia-CAI saranno tanto massicce da richiedere una ricapitalizzazione. E sarebbe una situazione disastrosa, con AirFrance in condizioni davvero difficili in seguito alla crisi .Se qualcuno solo osasse pensare a qualche escamotage per l’ennesima fetenzia statalista per Alitalia, si dovrebbe solo scendere in piazza.
Quanto alla concorrenza del treno, non so se avvenga a prezzi di mercato o meno e non mi azzardo a dire che il costo del biglietto sia alto, basso o corretto.Dubito soltanto che la sua formazione avvenga secondo regole di mercato essendo le ferrovie dello Stato.
Il risultato è che Alitalia è un monopolista che offre,come di regola, pessimi servizi, per giunta perde quattrini a iosa; le ferrovie perdono non mi interessa quale che sia il motivo e le perdite vengono ripagate dai soldi dei contribuenti; le autostrade sono un disastro di traffico e pessima manutenzione costando l’ira di dio agli utenti generando per le aziende concessionarie principeschi utili da rendita di posizione monopolistica. Ma questi sono dalla parte di brunettolo e quindi appartengono alla parte ‘buona e sana’ dell’economia che rischia (uahuahuahuah!!!). Visto che il ministro matteoli ha impiegato solo 9 mesi a rendersi conto che c’è un monopolio e non si era accorto che il governo di cui fa parte l‘aveva pensata esattamente come monopolistica, brilla per la sua assenza il governo. Certo,essendo i ministri impegnati a berciare spargendo demagogia, sciocchezze e chiacchiere non rimane certo il tempo di occuparsi di quisquiglie come le infrastrutture la cui condizione pessima influenza negativamente l’economia e le prospettive di sviluppo. E d’altronde, bisogna capire i berluscones. Trasformati in principi dal generoso silvio (che su questo ha ragione) costoro hanno impancato un casino per tentare di tacitare le trasmissioni TV che non gradisce il Kapo che sono il centro dell’attenzione di costoro. E si capisce anche questo. Se ci fosse un’informazione degna di questo nome, verrebbe fuori l’efficacia di costoro che risalterebbero in tutta la loro statura: pigmei.
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Agostino bentrovato. Al di là delle emissioni nocive, qualcuno ha ipotizzato l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti per Alitalia le cui perdite sono superiori a quelle della vecchia Alitalia. Pensa tu.
luigi
“Dei collegamenti aerei Roma – Milano” se ne potrebbe fare a meno al fine di rispettare gli accordi internazionali di Kyoto ed auropei sull’ambiente. così scivevo tempo fa sul mio blog. Pare utipia ora ma penso che sia una valida alternativa da qui a non molto quando sarà necessario tagliare qualche milione di metri cubi di anidride carbonica che l’Italia dissipa in eccesso ora nell’atmosfera.