ai parolai al vento mancava capezzone

clip_image002«Siamo qui ogni mattina questa è anche casa sua» ha detto il giornalista Zantoni co-conduttore di Uno Mattina. Nulla di più vero essendo la frase rivolta all’insigne statista che si è donato all’Italia che in diretta ha festeggiato il suo 73mo genetliaco. Ma “chiamatemi più spesso – ha implorato il presidente – mi sento solo”. Certo,con tarantini bloccato c’è da capirlo.

Ma gli ultimi due giorni sono stati illuminati dal presidente, dal ministro tremonti e,pensate ! insieme e contemporaneamente dal ministro brunetta e dal ventriloquo capezzone. Ma andiamo ordinatamente in ordine cronologico.

Debutta ieri il ministro tremonti intervenendo ad un incontro del gioco delle tre cartePdL a Napoliregalando agli attoniti astanti ed al mondo un vaticinio che nessun oracolo avrebbe saputo  pronunciare. Figurarsi gli economisti con pala di vetro regolamentare! Ha esordito questi chiedendo: “Ho preparato due discorsi, uno sdolcinato, l’altro duro: quale volete sentire?” Stranamente l’uditorio, invece di andare a pranzo ha scelto convinto l’intervento “duro” ma non duro nel senso che l’elegante eloquio del ministro bossi intende. Ma eccoilfrutto di innarrabili fatiche intellettuali: “Negli ultimi 20 anni – spiega – la questione meridionale ha cessato di essere una questione nazionale. Con le Regioni è arrivata la corruzione e la questione meridionale non è un problema di finanziamento ma di funzionamento. Non è un problema tecnico ma politico. L’Italia in questa fase è un Paese drammaticamente diviso». Diviso e dove la criminalità «nella triade appalti, sanità e fondi Ue – è cresciuta in modo esponenziale, verticale e inaccettabile”

Una voce subito zittita ha innocentemente chiesto ‘e voi, ‘ndò stavate? riferendosi all’intera classe politica e dirigente.

Ma ecco la costruttività nuova ed incisiva: i) zona a burocrazia zero; ii) Fondi UE per la ricerca al CNR e la bomba finale III) la banca del sud.

Ma l’irriverente voce non ha mancato di farsi sentire con un sonoro: ccà tenimmo a camòrra! Del tutto irrituale e fuori tema of course.

clip_image007Il duo lescano brunettolo e capezzino si è lanciato in un manifesto circa il quale suggerisco di leggere con attenzione l’articolo I miei parassiti sono più liberali dei tuoi pubblicato su Phastidio da Mario Seminerio il quale con acume ed arguzia sviscera passo passo il documento. Il testo integrale lo trovate qui. I dioscuri liberali alla silvio, ripropongono un tantino edulcorata la faccenduola dei buoni e dei cattivi puntandoildito controla rendita,contro coloro che non soffrono concorrenza, che fruiscono generosamente di risorse pubbliche, che amano i monopoli. No! Non si riferiscono a berlusconi. Infatti uno degli aspetti ridicoli sta proprio qui. E, per amore di verità bisogna dire che ilkapo utilizza lo stato, i ministri ed il parlamento come un tram sul quale salire per farsi fare qualche leggina favorevole ma non percepisce soldi dallo stato. A proposito parlano anche di cattiva politica e cattivi politici. Credo che dai cattivi escludano i voltagabbana e gli opportunisti,altrimenti capezzone potrebbe dispiacersene. Ma non c’è problema: i voltagabbana,gli opportunisti, perfino i komunisti se si prosternano ai piedi dal kapo e ne abbracciano la fede, sono istantaneamente mondati dei loro peccati. E poi possono assurgere, come nel casodi capezzone,alla importante e gratificante carica di megafoni.

E con questo,il futuro radioso e mirabile dell’italiaè garantito dall’opera indefessa di questi titani della politica.

Più asini dell'asinoE silvio il kapo? Me ne stavo dimenticando! Ma tanto le solite menate. La crisi è finita, può ripartire lo sviluppo, abbiamo fatto più,meglio e prima degli altri, Insommasi può farel’ennesima ripetizione leggendo l’articolo su Corsera . L’unica cosa che merita un riferimento tanto per farsi tornare la voglia di ridere è il richiamo che l’insigne fa all’approvazione di una finanziaria triennale grazie a cui già dallo scorso anno sono state poste le premesse per affrontare le difficoltà degli ultimi 12 mesi mettendo in sicurezza i conti pubblici. Fu proprio per questo che il profetico vate tremonti eliminò l’ICI riuscendo a bastonare insiemeil federalismo e le finanze dello Stato. Ma fu anche per questa difficoltà ben note algoverno che hanno addossato al paese ed ai contribuenti la luminosa vicenda Alitalia-CAI. Il risultato èquello della foto. Non dipende certosolo da costoro, Va detto.

Ma basta con le ciance e le chiacchiere! Lasciamo lavorare sereni coloro che tanto saggiamente ed efficacemente ci guideranno verso un radioso futuro. Potranno così allenarsi serenamente e partecipare con ottime prospettive al campionato mondiale di Monopoli.

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settembre 29, 2009 Post Under Satira - Read More

One Response to “ai parolai al vento mancava capezzone”

  1. kreben scrive:

    quello che mi piacerebbe capire è se è fuso sul serio, o se è una tecnica di comunicazione scientificamente prescelta! In ogni caso qualche altra volta mi piacerebbe essere presene ad uno di quegli importanti conciliaboli, tipo Banca Intesa-Unicredito, mentre parlano come si suol dire OFF-SHORE (almeno mi pare si intenda così). Cioè con i due big principali delle due banche che passano un attimo dalla latrina e si parlano fuori dai denti fra uno scrollino e l’altro.

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