AnnoZero -Travaglio: Eccellenza! Scusi se la disturbo

Inauguro una uova piccola rubrica a cui ho inteso dare il titolo di ‘Eccellenza! Scusi se la disturbo’ in ossequio alla levatura ed al ruolo dei personaggi cui, con la dovuta umiltà, oserò porgere i quesiti alla cui risposta la modestia della mia persona non riesce a giungere.
Ad inaugurare la rubrica l’insigne dott. Mauro Masi Direttore Generale della RAI in merito alle sue dichiarazioni riportate su Corsera e La Stampa addì 23 Settembre 2009.
Nel corso della mia vita professionale, osservando la situazione sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna, non ho mai visto che reti del servizio pubblico facciano programmi contro. Le inchieste si devono fare trasparenti e secondo le regole. Non si fanno trasmissioni politiche contro. L’apriori va contro il servizio pubblico. Se c’è un’evasione del canone Rai al 30% vuol dire che, oltre alle cause tecniche, c’è una parte del Paese che non si riconosce nel prodotto Rai. E questo è un fatto.
Qualche domanda per capire, si impone
Direttore insigne
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Nel corso della sua vita e delle sue peregrinazioni e delle sua molteplici esperienze nel mondo del broadcasting planetario, ammesso che esistano fuori d’Italia ha mai visto che uno degli oligopolisti televisivi, quale politico controllasse l’altro oligopolista nominando dal direttore generale in giù? Vuole arricchirci dei frutti delle sue osservazioni e delle sue esperienze internazionali al riguardo?
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Non ha mai visto un programma contro in una TV pubblica?? Forse, distrattamente si riferisce a Disney Channel. Vuol precisare cosa intende per programmi contro?
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Ritiene comparabile il contesto politico italiano con quello dei paesi cui si riferisce? ovvero faccia esempi concreti di vicende politiche analoghe a quelle italiane rispetto a cui le TV cui lei si riferisce NON sono state contro. Luoghi, date, frequenze. Insomma quanto serve a suffragare un’affermazione che rischia di rimanere chiacchiericcio se non compiacente servilismo politico cui una persona della sua levatura è poco dignitoso ceda..
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Sostenendo che le inchieste si devono fare trasparenti, vuole sostenere che, ad esempio, quelle di Report non lo sono? O non lo è solo qualcuna? In ogni caso potrebbe spiegarci quale delle inchieste e perchè non sarebbe trasparente?
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Quali sarebbero a sua autorevole opinione le regole secondo le quali le inchieste dovrebbero essere condotte? Vuole specificare?
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Lei, correttamente, sostiene che l’apriori va contro il servizio pubblico. Non si potrebbe sostenere che il limbo finora protratto della trasmissione Anno Zero e l’incertezza circa la contrattualizzazione di Marco Travaglio rientrino nell’apriorismo?
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Non abbiamo motivo di dubitare delle cifre da lei indicate circa l’evasione dall’obbligo del pagamento del canone. Ed è condivisibile che parte del pubblico non si riconosca nel prodotto. Sulla scorta di quali dati o analisi lei ipotizza l’accostamento evasione dal canone-mancato riconoscersi nel prodotto?
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Il TG1, direttore minzolini, qualche tempo fa affermò in un editoriale che le notzie e le cronache intorno agli scandali intorno al presidente del consiglio erano chiacchiericcio. Detto che queste notizie sono state oggetto di informazione su ogni canale mediatico dell’orbe terracqueo per settimane intere e riguardavano un presidente del consiglio, lei ritiene che l’approccio dell’informazione in questo caso omissiva del TG1 abbia a che fare con la disaffezione di una parte dei telespettatori? Non ritiene l’editoriale di minzolini una vera e propria marchetta mediatica?
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Potrebbe in piena coscienza sostenere che l’informazione televisiva di RAI è esauriente, completa, distaccata dalle opinioni e fornita in modo trasparente? E’ assimilabile, qualitativamente a quella he lei ha conosciuto girando nel mondo?
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Ritiene che la lottizzazione selvaggia in RAI crei un contesto nel quale possa nascere un sistema di informazione credibile, serio o decente?
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La sua nomina ritiene sia frutto di lottizzazione?
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Possiamo contare sul suo controllo attento e puntuale ed impedire ulteriori odiosi episodi di servizi giornalistici taroccati o di omissione di scoop come quello del presidente del consiglio rimasto famoso per il kapò affibbiato all’On. Schulta?
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Quando afferma ‘basta programmi propaganda’ non ritiene sarebbe doveroso spiegare nel dettaglio a quali programmi si riferisce e per quale motivo valuta tali programmi come propaganda?
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Ritiene utile e conveniente per la RAI aver stretto un’alleanza con la concorrente Mediaset per una piattaforma satellitare in comune?
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La sceta di abbandonare la piattaforma SKY per il satellitare lei ritiene diaverla compiuta nell’esclusivo interesse della RAI e nel quadro delle convenienze economico-strategiche dell’azienda?
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Può garantire che il controllo politico del governo presieduto dal proprietario di Mediaset non abbia influenza sulle decisioni operative e strategiche e più in generale sulle convenienze editoriali ed economiche di RAI?
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Può spiegare, ammesso che sia possibile cosa vuol dire a sua opinione ‘servizio pubblico’?
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Ritiene che l’approccio editoriale della RAI, il suo palinsesto siano rispondenti al criterio di servizio pubblico che lei ritiene di prediligere o ad un generale, vago criterio di servizio pubblico?
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Corrono voci giornalistiche circa iniziative dell’On. romani tese ad intervenire per plafonare i tetti pubblicitari delle emittenti che beneficiano di canoni pubblici o abbonamenti e quindi, RAI e SKY. Lei ritiene eticamente corretto che una siffatta proposta venga soltanto ideata nell’attuale contesto di conflitto di interessi?
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Non riterrebbe una siffatta norma, ove mai venisse presentata un attacco indecente di concorrenza slealissima portata avanti confondendo il ruolo privato e pubblico del presidente del consiglio per danneggiare i concorrenti? Nel caso lei sarebbe disposto ad adire le autorità competenti in ogni sede comprese quelle internazionali per difendere gli interessi di RAI che la vede Direttore Generale?
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Non ritiene che la RAI andrebbe smembrata e privatizzata in un riordino generale del sistema radiotelevisivo che dovrebbe riguardare anche Mediaset per accrescere concorrenza e competitività del sistema?
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Ritiene che l’attuale sistema sia idoneo a garantire non solo il pluralismo ma anche la libertà di opinioni che rifletta il paese?
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Il conflitto di interessi è per lei un disvalore che annichilisce la concorrenza e riduce gli spazi di libertà?
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Come pensa di contrastare l’incombenza del presidente del consiglio nel suo ruolo bifronte di oligopolista proprietario ed oligopolista politico? Ha elaborato delle strategie al riguardo?
Voglia scusarmi Direttore insigne per la prolissità e per averla disturbata. Rimango confidente non aprioristicamente che si incaricheranno i fatti e le decisioni da lei assunte a fornire le risposte.
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nel caso l’assunto di Masi fosse vero, come si spiegherebbero i picchi a volte di RAI 3 e la pressochècostanza d’ascolto in tarda serata rispetto a molti concorrenti? In ogni caso la storia degli abbonamenti è ovvia, fin dall’inizio se si poteva non si pagava. Con l’antenna centralizzata era ancora più facile (dava meno nell’occhio). E poi, almeno un tempo, su certi bilanci incideva. Non dimenticiamo che essendo DI STATO il fondo anarcoide italico contro lo stato si soddisfaceva. A parte tutto questo, colpisce la sorprendente coincidenza, lettera per lettera del tipo chi l’ha detta per primo, della frase con quella del Kapo.
che botte, Luigi
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