Valori di faine nel pollaio

Non l’economia al servizio dell’uomo ma, viceversa, l’uomo che attraverso l’economia persegue l’egoistica soddisfazione dei propri esclusivi interessi particolari, in maniera avulsa da ogni sentimento di coesione e di solidarietà. Non è neppure l’esaltazione dello homo oeconomicus, – che, del resto, lo stesso Pareto contestava perché asseriva che, accanto a questa figura, occorre aggiungere quella dello homo politicus e dell’homo religiosus – ma dell’uomo egoista, per certi aspetti homini lupus. È la santificazione dello “enrichez-vous”. Dunque, c’è un’esigenza del ritorno ai valori veri, della riaffermazione della coesione sociale, della valorizzazione del volontariato, del dono, della capacità di agire in una logica di sussidiarietà e di ricostituire le relazioni nelle comunità, nel territorio.

Non se sia quello oeconomicus, quello politicus, quello religiosus, quello egoista o quello lupus a parlare ma questa frase l’ha scritta Cesare Geronzi in un pezzo pubblicato sul Sole 24 Ore (XXI Secolo. La tempesta perfetta della finanza) .

E’ un concetto in voga quello dei valori, anzi del ritorno ai valori frequente quasi come quello di identità o di territorio. E’ il rimedio al “mercatismo” cattivo che propone Giulio Tremonti nel suo libello La paura e la speranza. Ed è generalizzato, insieme ai valori il richiamo alla religiosità, ovviamente cattolica, affiancata alla funzione politica cui l’uomo deve assolvere. Insomma, se ci mettiamo sangue, suolo e campanile una tremontata con parole diverse.

Da vecchio tradizionalista, quando sento di parlare di valori religiosi in riferimento alle attività economiche ed alla cosa pubblica, mi allarmo da matti; e per giunta, sentendo parlare di valori e di etica, mi scatta il riflesso condizionato non so se komunista di far caso alla coerenza. I vecchi arnesi infatti, sono convinti che la religiosità è un aspetto del tutto personale che in politica ed in economia non deve affatto entrare e che l’etica ed i valori siano connotazioni di cui essere portatori a partire da se stessi volendo essere credibili. Altrimenti è come se una qualunque persona che esalta il valore della famiglia e del matrimonio cristianamente intesi, andasse regolarmente e pubblicamente a puttane. Chi ne fosse responsabile, sarebbe un quaqquaraquà qualsiasi dalla credibilità al di sotto dello zero.

La pretesa sottintesa all’impostazioni dell’insigne manager è quella di interventi mirati a “diffondere comportamenti ispirati a valori non effimeri o, peggio, a disvalori…”; “….non è un “quid” che sopravviene dopo che nel mercato si sono sviluppate le transazioni, ma è, deve essere, intrinseca allo scambio….”. Quindi un operatore economico o finanziario, quando esegue un’operazione o una transazione rispettosa della legge, ritenuta utile all’impresa ed ai suoi azionisti è legittimato ad agire o quali altri parametri deve considerare? Quelli religiosi e/o politici o tutti e due?

E mi sorge spontanea qualche domanda: l’aver affibbiato azioni argentine, i bond Cirio, bond ed Azioni Parmalat, derivati a piccoli e grandi enti pubblici quale tipo di uomo ha visto all’opera, quello religioso perché ha operato nei dintorni dell’osso sacro di tanti piccoli risparmiatori? E la domanda è appropriata in quanto ha visto interessato a varie vicende di cui alcune ancora in corso proprio il dott. Geronzi che finora, pur indagato e salvo una vicenda di cui non ricordo gli estremi, è sempre uscito indenne da un punto di vista penale. Che è del tutto diverso da quello etico e valoriale. Anche aver ossessivamente negato la portabilità dei mutui da parte di diversi istituti rientra in questa logica. L’aspetto apparentemente stravagante è che nella culla generatrice della crisi, gli USA, alcuni comportamenti verificatisi in Italia avrebbero trovato rimedio in costose class action a difesa dei consumatori-risparmiatori mentre in Italia abbiamo in finanziaria un provvedimento salva-manager Geronzi compreso che rischia di affossare alcuni procedimenti giudiziari Parmalat e di lasciare fottutti ed indifesi i risparmiatori-consumatori. Non per nulla, ma solo per una questione di etica e di valori. Emendamento questo incluso nella manovra quella che non ha eliminato l’emendamento di rinvio del pagamento delle sanzioni sulle quote latte e genererà una ulteriore azione di messa in mora da parte dell’Europa ed ulteriore danno ai contribuenti. Oltre ad avallare comportamenti premiali per chi vola norme e leggi.

Non la voglio fare tanto lunga ma far passare sempre in cavalleria certi temi e certi discorsi, proprio non mi va sia in riferimento alle persone sia in riferimento al concetto para-socialista-bigotto di imporre valori ed etica a chiunque con l’esclusione di se stessi. Il perché si trova tutti i giorni sui giornali soprattutto negli ultimi tempi tra cricche, P3 e corruzione diffusa e soloni dell’etica che non solo trovano il contesto incivile e privo di etica utile ad ignorare come nulla fosse la deontologia ed i requisiti di onorabilità richiesti a chi si occupa di finanza ma sono disposti e proni all’incivile ed oligarchico concetto che le azioni si pesano e non si contano. E ci metto anche le scatole cinesi che sono lo strumento utile solo ai soliti noti per comandare senza quattrini addossando i guai e le perdite ai piccoli azionisti meglio noti come “parco buoi”. Per questo, le norme già ci sono e non c’è bisogno di governi che diffondano comportamenti ispirati a valori non effimeri. Basterebbe la decenza.

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luglio 27, 2010 Post Under Economia, Politica - Read More

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