Escort e puttani

Non so come si definiscano le escort quando sono uomini. Gli escort? Forse. Ma puttani suona meglio.

Mi veniva in mente questa banalità qualche sera fa quando durante lo stacco pubblicitario dell’intervallo di Spagna Portogallo ho fatto zapping capitando su La 7. Era in onda la nuova trasmissione condotta da Luca Telese e Luisella Costamagna (che non conoscevo) ed ho visto tra gli ospiti Patrizia d’Addario, il giornalista sallusti ed un altro di cui non conosco il nome.

Mi chiedevo perché la D’Addario partecipasse. Forse per autopromuoversi e promuovere il proprio libro ma esponendosi in confronti che, purtroppo per lei, non è in grado di sostenere. Vero che qualche staffilata pungente l’ha tirata come quando sentendo i nomi di Clinton e Kennedy utilizzatori finali richiamati da sallusti ha sibilato: “loro non mentivano e non ingannavano la gente” o qualcosa del genere. Ma al di là di questo è stata subissata dal vociare di sallusti agitato come una zitella vergine e bigotta a cui mostravano delle foto pornografiche in chiesa, francamente odioso, offensivo fino alla maleducata prevaricazione verbale. Chissà come mai, mi è scattata la domanda: ma come si dice escort al maschile? Escort! Ma puttani, lo confermo, suona meglio. Non mi riferisco certo all’ottimo sallusti vicedirettore del Giornale la cui integrità è con tutta evidenza al di sopra di ogni sospetto.

Riflettendo su escort e puttani, mi sovveniva dell’espressione piuttosto usata “non si sputa nel piatto dove si mangia” che rischia di essere ipocrita ed auto-assolutoria. Sputare nel piatto dove si manga, vuol dire, che so, sabotare una linea di produzione, ma altrettanto certamente non vuol dire abdicare a deontologia e professionalità, convinzioni e decoro per seguire convenienze altrui qualunque esse siano. E’ il caso tipico del giornalista che come comportamento sistematico manipola o aggiusta notizie o le nasconde. Così facendo, “non sputa nel piatto dove mangia” salvo il piccolo particolare di tradire i lettori-acoltatori- telespettatori e realizza un comportamento tranquillamente configurabile come prostituzione. Ancora più grave è il caso nel quale chi si avvantaggia della prostituzione dell’informatore è l’editore che, nel caso italiano è anche un potente uomo politico ed un monopolista mediatico.

Se non appare evidente di per sé, lo sottolineo: il fenomeno è particolarmente grave perché se per non sputare nel piatto dove si mangia, l’informazione viene manipolata o oscurata si priva l’informazione stess del ruolo di controllo che ad essa è connaturato nelle democrazie e si manipola di fatto l’opinione pubblica oltre a tradirla, fornendole informazioni inutili e/o falsate al fine della formazione di una opinione politica. Questa roba si chiama marchetta e chi fa le marchette sono, per l’appunto escort e puttani. A marcare la differenza, gente che prima di nominarlo dovrebbe sciacquarsi la bocca con l’acido, accusò Indro Montanelli di “sputare nel piatto dove aveva mangiato” quando rifiutando di farsi trombetta del proprietario de Il Giornale, berlusconi, andò via confermando la sua opposizione opposizione al peron all’ossobuco.

Anche la parola escort, che è inglese, fu usata per rendere più dolce la notizia. All’epoca, i titoli riferirono di escort con cui si era accompagnato il presidente del consiglio. Sarebbe stato più duro scrivere che il presidente del consiglio va a puttane. Sta di fatto che altri ben più autorevoli ed addentro alle segrete cose, ebbe a parlare e parla di “mignottocrazia” e perfino la ex signora Berlusconi ebbe a parlare di “vergini che si offrono al drago o all’imperatore”. Tra gente di questa risma, ritengo assolutamente più dignitosa la Sig.ra D’Addario ed ipocrita chi, come è avvenuto alla manifestazione anti DDL intercettazioni ha blaterato “via le escort di Berlusconi”. E’ moralismo dappoco, puzza sotto al naso che però non viene avvertita quando si ha a che fare con zoccole o puttani che prostituiscono tutti se stessi e non il loro corpo. O anche con chi, notoriamente prostituisce anche il proprio corpo per ottenerne comunque una mercede sotto forma di un vantaggio, una carriera, un supporto professionale ma la cosa è più o meno nascosta.

E’ l’ipocrisia ignobile di questo paese bigotto ed irreprensibile all’apparenza e sudicio nella sostanza, dove l’arte preferita è quella del soccorso al vincitore. Ricordate la sig.ra santachè che con la consueta signorilità trillava “Berlusconi è ossessionato da me. Io non gliela do”. Ecco all’inizio della crisi familiare del Berlusconi con sua moglie, si sentì in dovere di correre da feltri a berciare che non silvio che sopportava e soffriva in silenzio, ma Veronica aveva sfasciato il matrimonio avendo da tempo una storia con un bodyguard quarantasettenne. L’accusato di anni ne ha 37 e dicendolo, si capisce bene la fondatezza della neo sottosegretaria santanchè. La cui utilità ha raggiunto il suo massimo quando strepitava contro le intercettazioni o le “cimici” messe nella auto delle mogli dei mafiosi che avevano il diritto alla privacy.

mala tempora currunt. ma io sto con le escort ptofessioniste.

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luglio 4, 2010 Post Under Politica - Read More

One Response to “Escort e puttani”

  1. cristiana scrive:

    Mille volte meglio le escort professioniste delle cortigiane che si fanno rifare da capo a piedi,perfino la verginità di tanto in tanto.
    Buona estate!
    cristiana

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