Tremonti istruzioni per il disuso recensito dal Sole 24 Ore

Il libro Tremonti Istruzioni per il disuso acritto da 5 degli economisti che animano il sito noise From Amerika Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Adrea Moro e Giulio Zanella è certamente una novità nella gora italiana. Irriverente, ironico nei modi e ferratissimo nella sostanza, tende ad uno scopo che palesemente gli autori dichiarano: smontare la bolla intellettuale gonfiatasi dai libri di Tremonti Rischi fatali e La paura e la Speranza. E sono assolutamente credibili nel confermare, non certo per mera obiettività che sono usi smontare ognuna delle bolle intellettuali che infettano la società e la politica italiana.

Paolo Bricco sul domenicale del Sole 24 Ore ne fa una recensione che, detto con franchezza, mi pare un po’ marchettara vuoi per il titolo, vuoi per il merito vuoi per essere stata pubblicata sul 24 Ore che del liberalismo e del liberismo dovrebbe essere l’alfiere in quanto quotidiano economico ed in quanto edito da Confindustria.

 I 5 autori, hanno scritto una replica a Bricco a cui voglio augurarmi ci sarà una risposta. Per quanto riguarda gobettiano, scrivo queste note per il fastidio che l’articolo di Bricco mi ha suscitato sin dal titolo “L’antitremontismo ed i suoi moschettieri”. Di fatto indica una contrapposizione nel senso peggiore della politica, quello dell’appartenenza che ben si sposa con la tesi ipotizzata più avanti da Bricco secondo cui i magnifici 5 intendono creare un movimento di opinione “dileggiando” l’avversario con l’aggravante dallo “spirito del tempo” ove l’ironia cede il passo al sarcasmo. Nuts. Bullshit. Fate voi.

Dileggio? E chi dileggia chi? Personalmente mi sento dileggiato da chi, oggi ministro dell’economia senza lo straccio di un solo dato si avventura in teoremi fumosi ed indimostrabili smentiti platealmente non dagli autori di Tremonti istruzioni per il disuso, ma dai fatti come accaduti e consuntivati in analisi, dati e tabelle che il ministro, dotato di scienza infusa non si è preso la briga di leggere. Se i libri di tremonti si occupano di economia, per essere credibili dovrebbero essere rispettosi per lo meno di dati che, se citati, dimostrerebbero esattamente il contrario di quel che tremonti sostiene. Questo è dileggio. E dileggio morale è la pretesa che lo sviluppo mercatista forsennato si debba fermare. Bisognerebbe insomma negare a cinesi, indiani, brasiliani, vietnamiti, africani e tanti altri di coltivare la speranza ed il tentativo di migliorare la propria condizione di vita. Moralmente orrendo. Ed offensivo. Alla pari dell’arte dello scaricabarile di cui tremonti fa un sfoggio incredibile. Il paese è in pieno declino SOLO per colpa della Cina e della finanza brutta e cattiva. La Germania, la Francia ed altri nostri competitori no. Perché?

Esattamente questo rappresenta l’estrema sintesi del libro Tremonti istruzioni per il disuso. Non essendo un passante tremonti avrebbe il sacrosanto dovere, se ne fosse capace, di rispondere alla domanda:

“Perché l’Italia è l’ultima in classifica? Perché il suo reddito cresce così meno degli altri e così meno di quanto cresceva nel passato?

Rispetto a questo, non sono lecite scorciatoie o difese d’ufficio da parte di nessuno. Né tantomeno è legittimo né decente spacciare come soluzione Dio, Patria e Famiglia o i valori che piacciono a tremonti. Non servono religioni o pseudofilosofie o discussioni sul sesso degli angeli ma riforme e provvedimenti legislativi adeguati e rapidi.

Le assolutorie parole di Bricco che invitano ad un po’ di equilibrio o rilevano l’assenza di storia nel libro dei magnifici 5 suonano insulto all’intelligenza non facendo riferimento all’assenza di fondamenta delle elucubrazioni tremontiane. Sarebbe come se occupandosi di origini della crisi finanziaria, qualche sprovveduto se ne venisse fuori con gli gnomi di Zurigo brutti e cattivi. Questo forse, e sottolineo forse sarebbe ammissibile in un bar ma non certo in sedi che si presumono qualificate.

All’informazione incombe il dovere di essere sede qualificata, dovere che non appare esattamente né sentito né praticato sostituito da disvalori che hanno trasformato tanta parte dell’informazione in ve linifici presidiati militarmente da incaricati del prence, quelli che ascoltando il PdC sostenere sciocchezze su indici OCSE o sul sorpasso italiano sull’Inghilterra o tremonti fare affermazioni indegne di uno che faccia il ministro, si guardano bene dal pigolare una qualsiasi osservazione o dal dire come sarebbe opportuno “signor presidente o signor ministro lei sta dicendo una stronzata”. Non è legittimo che un’informazione seria consenta a dei politicanti di disinformare e fuorviare l’opinione pubblica facendo, nella migliore delle ipotesi, da inerte cinghia di trasmissione di troppo cazzate.




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febbraio 9, 2010 Post Under Economia, Politica, Uncategorized - Read More

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