TREMONTI: ISTRUZIONI PER IL DISUSO
E’ il titolo del volumetto scritto da 5 degli animatori del blog noisefromAmerika scritto,lo dico io,mostrando coraggio dati itempi di pavidità, piaggeria e conformismo che corrono e coraggio ha mostrato l’editore napoletano L’ancora del Mediterraneo per gli stessi motivi. Dopo averlo letto,mi darete ragione. Gli autori hanno preso in esame alcune delle “opere” scritte dal ministro dell’economia tremonti opere in base alle quali il ministro stesso pretenderebbe di dimostrare di aver previsto la crisi e di aver capito tutto. Le stesse opere ritenute da troppi inconsapevoli personaggi alla gasparri o consapevoli maggiordomi, come puro empito di verità, tavole della legge scritte e divulgate dal novello vate che si accompagna all’illuminato statista che la Provvidenza ha donato all’Italia. Un altro Provvidenziale demiurgo. Come se quello che già c’era non fosse ampiamente di troppo ed abbastanza dannoso.
Il libello di tremonti La paura e la speranza lo avevo purtroppo letto ricavandone sensazioni ed opinioni che poco contano. Da interessatissimo lettore di noise from Amerika ho letto i numerosi articoli lì scritti a proposito del nostro insigne tremonti. Leggere un libro, come almeno a me accade è un’altra cosa. E’ come se quanto trovi scritto, pur rispondendo a quanto sia pur parzialmente avevi capito ed opinato, acquistasse materialità, maggior sostanza divenendo tangibile. E’ questa l’ottica che le pagine del libro che finora ho letto, circa 90, mi hanno suggerito.La scorrevolezza condita con ironia ed umorismo, la semplicità delle argomentazioni che gli autori presentano in rapporto alle tesi contorte che il ministro preclaro ha esposto nei suoi libri, lasciano senza fiato anche chi, come me, ha poca dimestichezza con l’economia. Il passo successivo del ragionamento suscita ancora maggior preoccupazione: oltre alle tesi se così si possono definire le elucubrazioni scritte del ministro, si susseguono sue dichiarazioni su TV, giornali, internet, satellite tutte del medesimo stampo. Non una voce dall’informazione per obiettare, poche voci accademiche e di addetti ai lavori e basta. Non una riga, se non rari casi, di censura per autentiche cazzate per giunta totalmente false (qui un plastico esempio) e diffusione nell’opinione pubblica che le parole di costui, siano oracoli eruttati da una onnisciente sibilla. Non è una novità, certo! dal kapo ai suoi portavoce fintamente bonari e tracotanti ed aggressivi nella medesima misura della loro incredibile piaggeria a finire ad ogni gasparri. Ma se qualcuno fosse ancora capace di percepire l’enormità della cosa trovando la forza di stupirsi e scandalizzarsi, non sarebbe male. Magari scatterebbe la voglia di smetterla di farsi prendere per idiota. Per quanto mi riguarda,non vale neppure anche il mito di tremonti che salva i conti pubblici. Si dice: ha resistito agli assalti alla diligenza. Vero! E chi altri avrebbe potuto fare diversamente, soprattutto tenuto conto dei vincoli europei!!! Dall’altro canto, si rimane sgomenti riflettendo su cosa fa, ha fatto o farà ma soprattutto dal necessario che non ha alcuna voglia di fare il ministro prendendo spunto dalle sue idee quantomeno stravaganti ed improbabili. Perchè tali nitidamente appaiono, contraddette non da astruse teorie economiche ma da semplice buon senso e da quanto concretamente accaduto sul pianeta dalla Cina all’Italia. E stravaganti ed improbabili sono robaccia come la social card, la Banca(ssa) del Mezzogiorno, la robin tax ed il paternalismo inutile, bigotto, arbitrario e statalista impossibile da rendere meno che disgustoso perfino usando l’espressione “economia sociale di mercato” . Che non significa una mazza.
E’ molto duro e spiacevole, per me lo è, dover prendere atto per tabulas dell’incompetenza e della confusione culturale di chi regge il governo del paese. Credo sarebbe doveroso però che nell’esercizio del ruolo di cittadino, il mettere sotto esame sempre e comunque coloro che hanno vinto le elezioni votati o meno, per quanto dicono e fanno, sia il modo migliore per dare corpo e sostanza alla democrazia. Non c’è dubbio che il volumetto Tremonti: istruzioni per il disuso vada accuratamente letto da tutti se non altro come indicazione di un corretto metodo di ragionamento e valutazione .
Compratelo in libreria come raccomandano gli autori. Serve a migliorarne la diffusione, hanno ragione, ma soprattutto compratelo come aiuto che ciascuno può dare a se stesso come cittadino per uscire dalla prigione mediatico-peronista-para razzista da politica alla santanchè o alla gasparri nella quale sta affogando il paese.
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