Archive for aprile, 2010

Sarà colpa di Fini

Le notizie dal fronte finanziario non paiono scomporre noialtri italioti. Sì i giornali ne parlano, le TV non so ma non credo, ma le quisquiglie greche piuttosto che le pinzillacchere portoghesi o le pampuglie spagnole non appassionano affatto un pubblico occupato nel tifare berlusconi o Fini. Beninteso con l’eccezione diella semifinale di Champions League Barcellona-Inter. Sentivo (via Radio 24) che i 5,4 bn €, quota italiana dell’eventuale intervento italiano per la Grecia saranno prelevati dal conto Tesoreria. Vogliamo spiegare, o informatori incliti di cosa cazzo si tratta? Vogliamo indicare quali le conseguenze se ce ne sono? Ma sentivo anche che in Germania l’opinione pubblica è contraria al soccorso alla Grecia ma comunque ha assunto una posizione assurta agli onori delle cronache superando i limiti di private conversazioni o di pochi attenti blog. Non sono in grado di fare alcuna ipotesi circa conseguenze o meno di un default greco a livello sistemico e quindi italiano. Me ne mancano gli strumenti. Che però passi tutto lasciandoci indenni, quale paese connotato da alto debito e bassissima crescita non pare possibile e di questo bisognerebbe occuparsi anche a livello di governo oltre che di pubblica opinione. Forse sarebbe il momento di mettere mano alla spesa pubblica per tagliarla, forse sarebbe il caso di fare interventi sulla previdenza che, per parola del Presidente è in avanzo finanziario, per parola del governo è in equilibrio epperò succhia 70 miliardi all’anno di fiscalità generale. Fini in questi ultimi giorni rifletteva sul fatto che le riforme ano fatte, ma il federalismo, diceva, in fase iniziale implicherebbe costi superiori ad oggi salvo poi ridursi se è “fatto bene”; la riforma del sistema fiscale richiede tempo e per non essere un feticcio inutile imporrebbe una riduzione della pressione fiscale che diventa ogni istante più asfissiante ed odiosa.

Popularity: 8% [?]

Share This Post
  • Share/Bookmark
aprile 30, 2010 Post Under Politica - Read More

World Class Manufactoring

WCM è l’acronimo di World Class Manufactoring locuzione che sta ad indicare un complesso di metodi, principi, politiche, tecniche di management utili a gestire una impresa.

Detta così è una roba piuttosto generica e vale allora la pena provare a capire meglio. Per un certo periodo di tempo, la produzione nelle imprese si era “limitata” a perseguire riduzione di costi, economie di scala da conciliare con nuove segmentazioni del mercato e con l’accorciamento dei cicli di vita dei prodotti perdendo centralità e ruolo strategico nell’impresa. La competizione sempre più serrata e globale, stimola la nascita di nuove tecniche di gestione anche per la produzione che imparano a tener contro delle mutate esigenze del mercato e dei clienti che aumentano, si complicano e man mano vanno ad includere nuovi concetti: la sostenibilità, l’ecologia ne sono esempi. Ma all’interno dell’impresa, sono in un certo senso clienti anche i dipendenti. L’ufficio acquisti ha come cliente la produzione ad esempio.

Popularity: 15% [?]

Share This Post
  • Share/Bookmark
aprile 29, 2010 Post Under Economia, Management - Read More

Il Leone di Trieste in bocca alla lupa di Roma

E’ trionfante Cesare Geronzi. Uscito da BankItalia, nel 1980 è vice direttore generale del Banco di Napoli, con Ossola Direttore generale uscendone nel 1982 in maniera, dicono, non particolarmente esaltante. Passa poi a Cassa di Risparmio di Roma e poi, contribuendo a realizzare una serie di operazioni ed acquisizioni (Banco di Santo Spirito, banca Mediterranea, Banco di Sicilia, Banca dell’Agricoltura. Bibop)diviene Presidente dell’istituto oramai divenuto Capitalia. E’ il terminale di una complessa e numerosa ragnatela di relazioni eccellenti indispensabili per ricoprire ruoli rilevanti ed essenziale nella foresta di pietra del potere finanziario italiano. Nell’attività bancaria, Capitalia e Geronzi sono molto impegnati nel calcio (Perugia, Roma e Lazio) nell’editoria e nel finanziamento di partiti politici tra i quali i DS finanziati con la bazzecola di 502 miliardi nel 1996. Presentissimo sulla scana nazionale, è presente in vicende finanziarie poi discusse quali Federconsorzi, Cirio, Parmalat, Italcase, Bell/Gnutti vicende che in alcuni casi si concludono con assoluzione ed in altri sono ancora pendenti dinanzi all’autorità giudiziaria.

Popularity: 18% [?]

Share This Post
  • Share/Bookmark
aprile 28, 2010 Post Under Economia, Politica - Read More

Smargiassi e pavoni. Spennacchiati

Pavoni e smargiassi era in riferimento all’insigne ministro tremontiil quale,a Washington per un meeting congiunto FMI e Banca Mondiale esultava parlando di finanza pubblica italiana tornata nella parte alta della classifica, messa meglio di tanti paesi europei. Da persona rigorosa e precisa, il ministro non spiegava quali tabelle e grafici avesse esaminato né citava la fonte.

Debito pubblico. Tremonti: l’Italia come la Germania e meglio degli USA ha titolato CorSera; Tremonti: sul debito l’Italia meglio di altri grandi paesi e Al pari della Germania sui conti ha titolato il Sole 24 Ore. Tralascio altre testate data l’autorevolezza delle due citate che fidando nell’autorevolezza del ministro, non si sono neppure preoccupate di chiedere se questa variazione della “classifica” che includeva l’Italia tra i paesi virtuosi dipendesse da un miglioramento italiano o da un peggioramento altrui. Ma neppure hanno chiesto la fonte dei dati da cui il genio traeva le sue conclusioni.

Popularity: 11% [?]

Share This Post
  • Share/Bookmark
aprile 27, 2010 Post Under Uncategorized - Read More

25 Aprile: incapaci di unirsi

E’ incredibile come siamo ridotti. Il 25 Aprile ancora una volta è stata un’ occasione di dissidio e divisione con episodi davvero orribili, polemiche feroci e molto poca conoscenza degli eventi.

Non si capisce, o meglio, si capisce bene perchè la Moratti è stata ancora contestata. Suo padre è stato un partigiano e di certo, qualunque sia la sua appartenenza politica, ha il pieno titolo ed il pieno diritto a partecipare a ricordare la liberazione. Polverini, oggi governatrice del Lazio, rappresenta una istituzione ed è positivo che essa la rappresenti in una qualunque manifestazione relativa ad una pagina bella della storia d’Italia. Entrambe e chiunque hanno il diritto di partecipare a qualunque manifestazione in memoria della Resistenza e della Liberazione senza essere vilmente contestate. Ma i divieti di Bella Ciao, i partigiani vietcong ed altre amenità sono l’altra faccia della medaglia di un paese davvero malridotto.

Popularity: 7% [?]

Share This Post
  • Share/Bookmark
aprile 26, 2010 Post Under Politica - Read More

berlusconi e la libertà

Ha volato alto il presidente del consiglio pronunciando il suo discorso per il 25 Aprile 2010.

«Bisogna costruire insieme l’Italia del futuro»

ha affermato, ed ancora ha richiamato lo spirito che indusse i padri costituenti ad accantonare le differenze politiche profonde in nome della necessità di dare un futuro al paese. Libertà è stata la parola più usata e declinata in varie accezioni in un discorso di peso, ricco di idealità e di spirito positivo. Perchè non sarò certo io a negare che le potenzialità per entrare nei libri di storia berlusconi le possiederebbe. Se non fosse berlusconi. Ma dal 1994 ad oggi, al di là delle parole nobili di oggi, sono trascorsi 16 anni di fatti di cui 14 passati strafottendosene del 25 Aprile, del 1 Maggio, del 2 Giugno, del 4 Novembre e di ogni appuntamento istituzionale.  Ma perfino al di là di questo, è del tutto legittimo porsi delle domande:

Popularity: 8% [?]

Share This Post
  • Share/Bookmark
aprile 26, 2010 Post Under Politica - Read More

Pavoni e smargiassi

Le tabelle del Fondo Monetario Internazionale «ci vedono messi sul debito pubblico insieme, a fianco della Germania e molto meglio di tanti altri grandi Paesi, Stati Uniti compresi». Lo ha affermato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti a margine del lavori del Fondo Monetario Internazionale, precisando che «questo è oggettivamente un merito del governo Berlusconi».

Cazzo che governo in gamba! potrebbe dire un indio che è appena uscito dal profondo delle foreste del Brasile per cui la storia è cominciata nel 2008. Chi è in grado di intendere e volere, pensa invece a palle, demagogia ed indecenti marchette pubblicitarie buone per i gonzi. Il ministro infatti omette di ricordare che qualunque classifica deriva non dal fatto che spesa e debito pubblico sono migliorati, anzi! ma dal peggioramento degli altri paesi che hanno utilizzato risorse ingenti per salvare banche e/o per rilanciare l’economia con manovre anti cicliche.

Ma il genio è rigoroso. Se deve sparare palle, non si risparmia ed ha imparato a ruotare la coda da pavone: siamo nella parte alta della classifica. Poi, con la nonchalance dei geni, viene ricordato che tra 2010 e 2020, su indicazione del FMI bisognerà passare ad un avanzo primario del 4% e al 60& del debito pubblico nel 2030.

Possiamo scommettere che, facendo riferimento alle ricette del FMI gli altri paesi saranno in grado di rispettarne i target tornando a ritmi di crescita all’incirca doppi di quelli italiani come è accaduto negli ultimi 15 anni ma non bisogna far perdere tempo al genio chiedendogli come pensa di ottenere l’accelerazione della crescita italiana e come pensa di abbattere i meccanismi che rendono incontrollabile ed incomprimibile spesa pubblica e debito. Infatti si tratta di roba che è figlia dell’intromissione della mala-politica di cui si rivendica il primato implementandola con la Banca(ssa) del Mezzogiorno, con il perverso utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti e con la famelica, rinnovata mania di controllo della banche, con la regolamentazione asfissiante e la complicazione di cose semplici come l’utilizzo degli incentivi di cui al decreto dimostra una volta di più. Statalismo colbertista, protezionismo ed autarchia insomma.

Ma vedremo subito. Se riceveranno il via gli aiuti alla Grecia, vedremo come tutti i paesi coinvolti tireranno fuori pro-quota i quattrini fino alla concorrenza dei 30 bn €. L’Italia dovrà mettere a disposizione 5,4 bn €.

Credo di poter aggiungere l’ulteriore considerazione che nei dati macroeconomici, una comparazione diventa demagogia se non viene eseguita su dati di lungo periodo, su dati andamentali e se guardiamo a quelli, come è dignitoso fare, si rivela tutta l’inconsistenza delle millanterie vanagloriose e del malriposto, immotivato orgoglio del genio di Sondrio.

Popularity: 10% [?]

Share This Post
  • Share/Bookmark
aprile 25, 2010 Post Under Politica - Read More

25 Aprile 2010 65 anni dopo

Liquidiamo subito la questione Cirielli che mi offre l’opportunità di ricordare l’anniversario 65 dalla Liberazione.

Giova ricordare che costui esiste solo per l’omonima legge, la Cirielli appunto, una delle leggi che per essere utili al PdC hanno sia pure involontariamente favorito ‘impunità accorciando la durata della prescrizione. Non bastandogli questo stigma del quale temo non abbia la decenza di vergognarsi, costui divenuto presidente della provincia di Salerno ha affisso un manifesto per il 25 Aprile secondo cui l’Italia è stata liberata dagli USA i quali hanno impedito l’avvento di una dittatura komunista. Non ha dimenticato di precisare che nella Resistenza c’era gente che combatteva per instaurare una dittatura komunista in Italia.

Oltre agli americani, val la pena ricordarlo, c’erano inglesi, australiani, neozelandesi, indiani, sudafrucani, polacchi, marocchini e uomini di altre nazioni a risalire la penisola combattendo ma c’erano anche alcuni reparti del’esercito italiano fedeli al re che si batterono onorevolmente contro i nazisti dal Garigliano alla Linea Gotica e più a nord passando per Cassino ed il nemico erano i nazisti ed i fascisti i repubblichini i quali non avevano intenzione di instaurare una dittatura ma l’avevano instaurata da oltre 20 anni e volevano che persistesse. A Napoli, che è vicina a casa dell’indispensabile ex legislatore nel 1943 pure accadde qualche cosa. Ma queste sono pinzillacchere. Come volete che il giurista salernitano si ricordi di particolari insignificanti relativi ai suoi amichetti?

L’ignoranza storica o l’ignoranza e basta, dovrebbero indurre a tenere la bocca chiusa. Alla faccia di ogni intenzione di komunisti o meno, l’Europa nelle conferenze tenutesi a Yalta (o a Teheran secondo alcuni storici) era stata divisa in aree di influenza tra gli alleati e l’URSS.

Nel nord Italia, ma non solo, la Resistenza è stata uno dei pochi casi italiani di rivolte di popolo anche se numericamente non fu immensa. Ed anche nel centro e nel nord, i komunisti insieme a molti altri non komunisti, si battevano contro i nazisti ed i repubblichini sostenitori di una dittatura da operetta tanto infame quanto ridicola e devastante.

Non è questa la sede dove approfondire il tema.  In ogni caso, riferendosi ad un cirielli qualunque sarebbe tempo perso. Questa data è da ricordare ed onorare e basta. E’ la data nella quale si concluse una dura orribile guerra nella quale chiunque si sia battuto o negli eserciti Alleati o come partigiano ha fatto qualcosa per liberare l’Italia in modo che perfino ad un cirielli qualunque fosse consentito di vomitare livore e sciocchezze.

Forse oggi è venuto il tempo di una nuova Resistenza, quella contro i mentitori, i manipolatori della storia, gli ignoranti, gli intolleranti e le mezze seghe qualunque ne sia il colore.

Popularity: 9% [?]

Share This Post
  • Share/Bookmark
aprile 25, 2010 Post Under Politica, Storia - Read More

E vabbè: sulla direzione del PdL

Seguendo la diretta su Corriere TV emergeva forte la sensazione del dialogo tra sordi una giornata di sedimentazione del brutto spettacolo, chiarisce e fa emergere considerazioni più puntuali.

Non credo che Fini abbia giocato al meglio le sue carte né che abbia usato tono ed approccio coerente con le posizioni che, si leggeva, aveva assunto nei colloqui privati con berlusconi nei giorni scorsi. Può darsi che il suo atteggiamento fosse volto a manifestare una volontà di riavvicinamento se non di riconciliazione. Il merito di quanto ha detto, lo ripeto, pone questioni fondate e politiche quali il federalismo. C’è però una lacuna: l’economia. Ne ha fatto cenno parlando di riscrittura del programma visto che era stato predisposto prima della crisi ed ha proposto gli stati generali dell’economia.

La direzione del PdL è stata una rappresentazione costruita per imbrigliare Fini e tacitare il dissenso. L’intervento di berlusconi è stato quasi furibondo. Intanto ha ricordato che presente Letta Fini si era detto pentito di aver fatto il PdL e che avrebbe costituito gruppi parlamentari autonomi. Credo che sia vero e per questo non mi è piaciuto l’atteggiamento ed il cambiamento di Fini rilevato dallo stesso berlusconi. Per il resto, chiusura completa. Ma era intuibile. Le riforme che si profilano e che berlusconi ha in mente, gli suggeriscono di levarsi dai piedi ogni possibile intralcio ricompattando intorno a se stesso un PdL unanime ed acritico. Ma chiaramente hanno giocato fattori personali e caratteriali.

Popularity: 6% [?]

Share This Post
  • Share/Bookmark
aprile 24, 2010 Post Under Politica - Read More

FIAT dopo l’Investor Day

Avendo in corso di lettura il Piano Strategico FIAT 2010-2014, qualche considerazione bisogna cominciare a farla.

Il 20 Aprile Cordero di Montezemolo lascia la presidenza della FIAT.  Il 21 Aprile 2010 assume la presidenza John Elkan con Sergio Marchionne CEO. Due date e due eventi che potrebbero essere uno spartiacque per il paese.

Cordero di Montezemolo, chiamato in un momento drammatico per l’azienda è stato, non va dimenticato, un grandissimo amico del’avvocato Agnelli ed uomo, manager cresciuto a quella scuola di FIAT italocentrica e statocentrica. Il suo ruolo insomma, come ha lui stesso sostenuto è stato davvero quello di traghettatore navigando da esperto skipper nel mare della politica, delle istituzioni e dei potentati economici per salvare il gruppo.  Contestualmente allora fu nominato come CEO Marchionne e come vice Presidente John Elkan personaggi nuovi per l’Italia, cosmopoliti, poliglotti estranei per età, cultura ed esperienze dalla palude italiota. Ovviamente queste vicende ha senso richiamarle non come agiografia degli uomini bensì perchè le connotazioni personali sono prodromiche all’approccio al business: l’impresa a cui Marchionne era ed è abituato è quella che si regge sulle sue gambe ed Elkan è troppo giovane per essere rimasto impigliato nella giungla dell’Azienda che si alimenta di soldi dei contribuenti. Senza fare una cronistoria lungo la quale sono riscontrabili tracce dell’asserto, è sufficiente pensare alla vicenda di Termini Imerese. Il legame con i soldi dei contribuenti elargiti dal solito ministro antiquato è stato rescisso rifiutando lo scambio incentivi auto 2010 a condizione di tenere in piedi termini Imerese.

Popularity: 9% [?]

Share This Post
  • Share/Bookmark
aprile 23, 2010 Post Under Economia, Management - Read More
Page 1 of 41234