Certo che il risultato elettorale della Lega è impressionante. Sicuramente è frutto del loro lavoro sul territorio ma altrettanto sicuramente è figlio di alcune parole d’ordine che ognuno può considerare come vuole ma si sono rivelate vincenti: sicurezza ed immigrati; localismo campanilistico; federalismo inteso come mezzo per lasciare i quattrini dove vengono prodotti. Per essere completi bisogna aggiungere una buona qualità degli amministratori locali leghisti. Ed ancora di più va lodata, dal loro punto di vista, il riuscire a presentarsi come lega dura e pure nei territori essendo oramai stravaccata comodamente nelle stanze del potere di Roma ladrona, non disdegnando affatto il tesoro del sottogoverno ad ogni livello. Recente è qualche articolo che riferisce dell’accentuarsi dell’interesse leghista per il mondo bancario dove parte rilevante la ricoprono le Fondazioni bancarie più o meno influenzate dalla politica locale di cui sono permeate.
Era lo slogan del PD. E’ stato profetico perchè per cambiare il vento è cambiato con il piccolo particolare che è cambiato in peggio.
Non sono in grado di capire come la crescente astensione come abbia inciso sulle forze in campo. Comunque sia è auto-assolutorio addebitare la sconfitta di Bresso al successo del movimento di Grillo. Piuttosto è vero che i grillini sono stati persi essendo rimasti delusi dal PD. Aver tenuto le percentuali nazionali delle europee è un quasi disastro se si pensa a due anni di inadeguato governo, alla crisi gestita in maniera inappropriata ed agli scandali terrificanti. Certo si può sostenere e con ragione che su ogni aspetto della vita politica italiana sia immanente il monopolio mediatico anche se è impopolare ricordarlo, ma neppure questo giustifica il vuoto. Il risultato è che dopo la caduta di Prodi, dopo Veltroni, dopo Franceschini, con Bersani divenuto segretario dopo una maratona complicata e farraginosa un pò oltre il limite del folle, il PD è fermo al medesimo punto di partenza. Non solo numericamente. Con la testa, con le idee, con un progetto, con il modo di condurre l’opposizione, con divisioni interne ed immarcescibili baronie a presidiare i gangli del partito e le cadreghe dell’irrilevanza.
Lizzie è l’amica americana di Cip e Ciop. Ha vissuto una sessantina danni negli Stati Uniti ad Albany. La vita non è stata tenera con lei per vicissitudini familiari assai dure ma un pò perchè è tosta, un pò per il passare del tempo, si è ripresa e sta bene anche se molti suoi ricordi non sono belli. E’ rientrata da pochi giorni in Italia per rimanerci; prima veniva per alcuni mesi all’anno incontrandosi spesso con Cip e Ciop con cui è amica per la pelle dai tempi della scuola e ieri, per la serie indossiamo il cilicio pur non essendo la Binetti, eccomi a portarle a pranzo tutte e tre: 255 anni di roba.
Le oramai prossime elezioni non porranno certo termine allo scomposto movimentismo di berlusconi con il concreto rischio che il tempo che manca a fine legislatura venga buttato via come i due anni scorsi. Sarebbe meglio dire che gli anni utili sono in realtà 2 essendo l’ultimo anno di legislatura, come da costume italiota, dedicato alla preparazione delle successive elezioni politiche. E’ una eventualità che il paese non può assolutamente permettersi e che, temo, dovrà rassegnarsi a subire. La situazione sarà influenzata dal risultato elettorale delle regionali, dal risultato della Lega e dai rapporti con Gianfranco Fini. Un risultato positivo del centrodestra è ovvio che rafforzi il PdC cosa che avverrà anche in caso di eclatante risultato della lega con la conseguenza della prosecuzione della inerzia politica attuale nel solco dello statalismo e della chiusura campanilistica.
Ieri per un moto di protesta, dopo moltissimo tempo ho visto RAIPERTUTTI, la trasmissione off RAI condotta da Santoro. Santoro non mi piaceva e non mi piace per il suo modo di condurre ma non certo perchè sia fazioso. Ha la decenza di esserlo palesemente senza tentare di nascondersi o di contrabbandarsi per non fazioso o addirittura obiettivo. Chi tira fuori questo argomento o un ingenuo puro come un neonato o più probabilmente in mala fede. La faziosità è di casa nell’informazione attuale e quando non è faziosa è conformista. Sostengo solo che Santoro, la cui trasmissione tra l’altro ha ottimi risultati di ascolto e, credo, di ritorno economico, ha tutto il diritto di andare in onda. Anche per il solo e semplice motivo che Anno Zero è una delle pochissime pagine dell’informazione ad essere critica con il governo. Anche se, almeno ieri sera, è scaduta nella facile demagogia e nel sensazionalismo a basso prezzo.
Le opinioni che circolano oggi, di nuovo parlano d’altro. Parlare di opportunità offerta a Santoro di spacciarsi per martire sarà anche vero ma la questione è sempre e comunque la stessa: è venuto fuori il tentativo di maneggi del PdC sorpreso ad abusare della sua posizione, di condizionare persone da lui nominate nell’Autorità per le Comunicazioni, il DG della RAI, il direttore di TG1 ed un generale dei Carabinieri per tacitare trasmissioni sgradite. Con l’aggravante che costoro a loro volta hanno coinvolto altri personaggi in ruoli pubblici e comunque preminenti ne tentativo di raggiungere uno scopo illiberale: quello di censurare alcune trasmissioni TV ed alcuni giornalisti. Non mi interessano i risvolti penali ammesso che ci siano. Il fatto è questo. Il resto vene dopo temporalmente e sul piano della logica. E’ ancora una volta l’abuso di potere in conflitto di interessi il tema di cui, dopo 16 anni di silenzio occorrerebbe por fine. E’ orrenda Anno Zero e non l’abuso di potere. Sono orrende le intercettazioni e non il loro contenuto. Una teoria di continue menzogne spacciate come rappresentassero l’ordinarietà invece che incivili ed illiberali comportamenti. L’anomalia berlusconi con tutti i suoi infiniti risvolti negativi è divenuta normale, accettata e passa inosservata ma è palese che essa è di ostacolo alla modernizzazione ed alle riforme indispensabili al paese.
A sentire di parlare di riforme, riformismo, riformatori sta venendo fuori l’insofferenza come se a riferirsi all’argomento siano degli emeriti rompiscatole intellettualoidi che non avendo di meglio da fare, continuano a riempirsi la bocca di argomenti astrusi dei quali, alla ggente non interessa nulla. Ed infatti ecco il Prof. Giuseppe de Rita, segretario del Censis, acuto osservatore della società italiana, farci presente che
Il 10 Marzo è stato presentato il rapporto Assinform 2009 sull’ICT in Italia. A costo di essere ovvi e ripetitivi, va sottolineato che il settore dell’Informazione and Communication Technology è strategico per il paese, stato, imprese e cittadini ed insieme al web rappresenta una leva per la crescita, e per l’aumento dell’efficienza e della produttività. Come prevedibile, la crisi ha determinato un sensibile rallentamento nel mercato con riduzione negli investimenti in ICT in termini relativi ed assoluti sia in Italia che in area OCSE e nel mondo.
Il rapporto presentato dal Dott. Angelucci Presidente Assinform e dal Dott. Capitani AD di NetConsulting è disponibile qui Rapporto Assinform 2009 Angelucci e qui Rapporto Assinform 2009 Capitani ma varrà la pena di riportare qualche tabella per indicare la posizione dell’ICT Italiano nel contesto europeo
Le parole del Cardinal Bagnasco ripropongono l’eterna questione delle intromissioni della Chiesa nella vita politica italiana.Il riferimento al tema dell’aborto poi mitigato dall’accostamento aborto e valori sociali, nel contesto delle elezioni regionali del Lazio si configura come un intervento a gamba tesa contro Emma Bonino ed a favore dell’avversaria Polverini.
Sono perfettamente d’accordo con Marco Pannella: Emma Bonino è una di quelle persone che hanno fatto prima emergere e poi quasi cessare la piaga immonda dell’aborto clandestino ad opera di vammane o medici prezzolati ed ipocriti contribuendo, tra l’altro, a porre la questione del sesso all’attenzione pubblica con il risultato di favorire una maggiore consapevolezza. La piaga della clandestinità rischia di persistere nel momento nel quale l’obiezione di coscienza indecentemente consentita ai medici del servizio pubblico diviene una scelta di convenienza ed infima opportunità.
La stranezza che connota questi tempi, non certo la sola, è che si sta ribaltando il mondo nel senso che nel periodo pre-crisi anche la sinistra italiana, facendo benissimo, aveva cominciato a guardare positivamente alla globalizzazione e ad abbandonare o almeno attenuare il pregiudiziale anti-capitalismo. La destra, nelle sue articolazioni di PdL e Lega, già keynesiana nelle sue corde è regredita ad uno statalismo antimoderno di tipo paternalista e fondato sui valori Dio, Patria e Famiglia a cui di fatto viene fatta l’aggiunta di sangue e suolo a completare uno scenario non definibile tradizionale ma anti-storico.
Il tema è un articolo comparso su Panorama a firma di Giuliano Ferrara, leggibile nell’area Facebook linkata nella quale l’elefantino invita berlusconi ad un accordo con Fini come base per poter fare le riforme in questi 3 anni di legislatura.
Intanto, è bello vedere che l’innamoramento di Ferrara per silvio è ancora vivo dopo 15 anni e lo si vede chiarissimo nei peana che gli dedica tra cui, Dio ne scansi, la prospettiva che diventi presidente della repubblica. E poi, nel rammentare gli eccezionali skills che arricchiscono il patrimonio professionale del Pdc, Ferrara ci ricorda che
ha saputo parodiare uccidendolo il sussiego professionale della vecchia politica