Archive for febbraio, 2010

berlusconi: falsa speranza liberale

Ad ogni puntata della guerra giudiziaria in corso, viene fuori al vicenda della politicizzazione della magistratura o addirittura della consulta. La costante è la guerra feroce ai PM. Mi farebbe piacere che si osservasse che l’operato dei PM ha il valore che ha fino al vaglio di altri magistrati in una articolazione complessa che ad ogni fase del procedimento avviato da una indagine penale implica un controllo di magistrati terzi. Almeno questo è quanto capisco. Un altro aspetto è che le vicende giudiziarie che hanno riguardato e riguardano il PdC sono state influenzate da una lunga serie di norme di vario rango che, appositamente approvate, hanno inciso su queste vicende. Al di là di ogni commento, mi pare che questi siano fatti.

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febbraio 28, 2010 Post Under Politica - Read More

Spiazzamenti e rimpiazzamenti

Le vie del signore sono infinite. E’ vero! Me ne son reso conto leggendo della “lectio magistralis” tenuta dal ministro tremonti nella sede della fondazione Libertà per il bene comune presieduta dal ministro altero matteoli. La dimostrazione, con tutto il rispetto è scoprire che il ministro matteoli presieda una fondazione. Faccio ammenda.

La lectio magistralis (così con il consueto rigoroso equilibrio l’ha definita il Sole 24 Ore) del ministro ha come elementi salienti alcune affermazioni secondo il suo tipico stile da vaniloquio inutile tipo “siamo ancora un grande paese” o “la crisi ha preso la nostra economia in una fase di grande espansione dell’export e ci ha colpito perché è venuta a mancare la domanda”.

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febbraio 27, 2010 Post Under Politica - Read More

Moralismo? Proprio no grazie!

L’attenzione mediatica e dell’opinione pubblica è concentratissima sulle intercettazioni telefoniche, scandalizzata dai presunti corrotti e dall’immoralità politica. Nel caso della presunta truffa fiscale attribuita a soggetti vari tra cui Fastweb e ad una consociata di Telecom oltre alla censura morale, fa capolino un non marginale senso di avversione all’impresa.

Nella migliore delle ipotesi mi pare che non emergano invece gli aspetti che più fondatamente incidono nella realtà del tessuto sociale ed economico. Come altri hanno autorevolmente sostenuto, se ci lamentiamo della classe dirigente, dovremmo ricordarci che l’abbiamo eletta noi e quindi se ne può agevolmente dedurre che noi cittadini siamo l’originale di quella classe politica e dirigente. E siamo protagonisti ed animatori di quel tumore malefico che si chiama clientelismo dal quale nasce non solo la sfiducia in se stessi, l’abdicazione alle responsabilità e la rinuncia allo spirito di iniziativa.

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febbraio 26, 2010 Post Under Politica - Read More

Cercansi promotori e paladini di libertà Ottime provvigioni

Dunque secchiate di fango sono le intercettazioni e non i crimini e la corruzione. Lo sostiene, in perfetta coerenza, il PdC il quale con la determinazione propria degli uomini del fare fonda i “nuovi paladini contro il male”. Non si capisce se contro la corruzione o contro le intercettazioni. Di sicuro lo spiegherà la ministra Brambilla paladina partecipe  della nuova radiosa iniziativa già talentuosa protagonista del successo memorabile dei circoli della libertà che impugnando una qualche durlindana provvederà a sciogliere l’enigma.  Rifatevi gli occhi e la bocca: stupitevi!!!!!!! e deliziatevi: compare anche il fantasmagorico nuovo marchio “magic Italy” disegnato dal primo tra i nuovi paladini contro il male: silvio berlusconi.

Intercettazioni “attacco alla libertà” sostiene dunque il capofabbricato di Arcore. Ma di più: essendo casualmente il capo del governo, il caio gregorio di Villa Certosa grida “Stato di polizia e ribadisce “dalle intercettazioni non emerge con certezza nessun reato” . Balducci sarebbe sicuramente d’accordo visto che, purtroppo per lui è finito in gattabuia. Ma sarebbe interessante capire quale sia ad opinione dell’ammiratore e collega di Gheddafi la soluzione oltre a quella, luminosa, dei promotori della libertà i nuovi paladini.

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febbraio 25, 2010 Post Under Politica - Read More

Italtalebani

La legge sul testamento biologico è una di quelle palestre utili a misurare il grado di civismo e la volontà di attribuire rispetto e valore alle scelte individuali. Uno degli aspetti che sono emersi nel dibattito in commissione Affari Sociali è che la legge, ad opera di due emendamenti dell’On. Di Virgilio non riguarderà solo 3.000 persone in stato di coma ma circa 250.000 malati terminali.

L’alimentazione e l’idratazione artificiali non faranno parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento, ovvero del biotestamento, ma potranno essere sospese in casi eccezionali: quando cioè il paziente non è più in grado di assimilarle e quando «le medesime risultino non più efficaci nel fornire i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo».

Cosa dire! La sentenza inappellabile emessa nel caso Englaro viene svuotata bellamente. La notazione dell’estensione numerica dell’ambito di applicazione della norma che forse il relatore ha inteso come “mediazione” rivela invece l’inadeguatezza nell’approccio culturale ad un tema del genere. La legge sul testamento biologico riguarda 60 milioni di cittadini a ciascuno dei quali va attribuito il diritto di scegliere per se stesso, se vorrà e come vorrà, sostanziando le sue decisioni e le sue legittime volontà nel testamento biologico.

Tutto qui. E’ inutile ricordare come pure fa Benedetto della Vedova che gli emendamenti non cambiano nulla e non eliminano sospetti di incostituzionalità; a nulla servono le opinioni del Prof. Marino come inutili sono le considerazioni da chiunque fatte se a pregiudizio di una legge c’è un approccio religioso che, legittimo come espressione di sentimento personale dovrebbe rimanere assolutamente estraneo da una legge. Anzi da tutte.

E’ davvero stravagante che in questi giorni intorno agli scandali che emergono ad ogni più sospinto si levino allarmi contro il “moralismo” a cui fa seguito sia pure come coincidenza un approccio da moralismo cattolico e bigotto, repressivo e francamente oscurantista ed illiberale da imporre da parte dello Stato.

Qui è il punto. Stiamo vivendo un periodo nel quale, sulla scorta di motivazioni ora risibili, ora ignobili e comunque irragionevoli e sbagliate la maggioranza sta imponendo un crescente, oppressivo statalismo da medio-evo della risma Dio. Patria e Famiglia che non solo conculca le libertà economiche ed individuali, ma giustifica intolleranza, discriminazioni e moralismo etico. Obbligatorio solo per i sudditi. Sia chiaro che suddito e con l’anello al naso viene ritenuto chi debba essere destinatario di una morale imposta come tipico di ogni stato infimo ma prepotente ed autoritario.

Anche questo è segnale e forte di declino. E non c’è da meravigliarsi.

 





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febbraio 24, 2010 Post Under Politica - Read More

Eternità di tangentopoli italiota

Tangentopoli si, tangentopoli no. Il jingle di questi giorni dopo la scoperta, via intercettazioni telefoniche quelle che saranno possibili solo fino a che non passerà l’orrenda legge sulle intercettazioni di cui da tempo si parla. Oltre ai jingle impazza il toto-norme, quasi che sfornare un’altra tonnellata di leggi fosse sufficiente a risolvere il problema. Forse farà rumore, forse sarà un’altra trovata demagogica in vista delle elezioni ma non serve scrivere in una legge: ragazzi siate onesti e non rubate. Sarebbe come al solito inutile ed ingannevole.

Se si volesse davvero parlare di soluzioni bisognerebbe partire dall’alto, dallo statalismo burocratico che affoga il paese in un oceano di norme pervasive e bizantine. Bisognerebbe che lo Stato disboscasse, tagliasse, si ritirasse dall’economia e riducesse la pressione fiscale, appena possibile. Statalismo e stato pessimo gestore-imprenditore sono l’origine della corruzione. Giriamoci pure intorno ma le cose stanno così per quanto possa non piacere.

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febbraio 23, 2010 Post Under Politica - Read More

Chiacchiere e tabacchiere di legno il Banco di Napoli non le prende in pegno

Vecchio detto napoletano tradotto i italiano e dall’evidente significato.

 Parliamo di imprese e facciamo il caso di un’azienda che ha pesantemente ristrutturato traendo le necessarie risorse da finanziamenti bancari. Ipotizziamo che la medesima axiende, in esito a tutto questo, ad una analisi di merito creditizio mostri di essere in tensione finanziaria. Quale sarà il punto di vista della banca che, richiesta di un ulteriore supporto dovrà decidere? La situazione sic et simpliciter ovvero la storia e le prospettive dell’azienda che si è ristrutturata per conseguire una maggior competitività e quindi una redditività più elevata? Se stiamo parlando di aziende sane e ben gestite, la risposta è semplice: la prevista redditività documentata in un credibile business plan prevarrà e l’impresa riceverà nuove risorse ovvero potrà ristrutturare i suoi cospicui debiti. Tradotto: se non si guadagna non si possono ripagare i debiti né bassi né alti. Non fanta-economia quindi ma banalissimo buonsenso.

Trasposto nella realtà ed a livello delle nazioni, il criterio non cambia. La debolezza della Grecia, della Spagna, del Portogallo ed Irlanda non sta tanto nel livello di indebitamento ma nella manifesta incapacità di presentare credibili prospettive di crescita economica o crescita dello scioccamente vituperato PIL. Piaccia o meno non fa differenza. Funzionano cos i mercati. Se per Irlanda ha deciso di sorbire l’amaro calice del risanamento introducendo interventi durissimi e dolorosi, non altrettanto vale per la Grecia. Pare dura anche la situazione di Spagna e Portogallo che avendo avuto come principale driver di crescita l’edilizia pesantemente ed irrimediabilmente crollata, non sono in grado di imboccare possibilità di crescita credibili. Almeno a breve.

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febbraio 22, 2010 Post Under Economia, Politica - Read More

Governo dei peggiori ed informazione alla Putin

Il ministro, si fa per dire, calderoli all’attacco di BankItalia è la cifra a-culturale e politica di un governo di demagoghi incompetenti. I motivi sono numerosi e varii. Intanto il calderoli dimostra di non conoscere neppure le leggi che vota ma possiede la malriposta supponenza di chi pretende di sapere ciò di cui si parla. Costui fa parte della vasta schiera di coloro per i quali l’applicazione, lo studio delle carte, l’aggiornamento sono una perdita di tempo visto che basta la demagogia, l’arronzamento men che dilettantesco per essere onnisciente. Nulla di nuovo da parte di costui. E nel novero del dilettantismo, della demagogia da strapazzo fa parte accusare BankItalia di essere non Banca d’Italia ma Banca d’opposizione solo perchè fa ad un livello professionale, quindi misterioso e sconosciuto per gente come il calderoli, il suo mestiere. Ma non contento del livello di incompetente populismo fin qui mostrato, il cosiddetto ministro si avventura:

«Un atteggiamento di questo genere  non lo si può concedere ad un’istituzione come la Banca d’Italia, che, già in un recente passato, ha comunicato pessimistici e non fondati dati sulla disoccupazione nel paese assolutamente difformi dal dato che invece ci viene attribuito dall’Europa».

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febbraio 21, 2010 Post Under Economia, Politica - Read More

L’ira funesta di silvio

Insomma, sui problemi giudiziari altrui Berlusconi non ammette deroghe e se scopre che anche i più stretti collaboratori aiutano a combinare affari, allora si innervosisce.

Appropriata l’osservazione di Amedeo La Mattina su La Stampa ove racconta delle preoccupazioni del PdC per la corruzione e le implicazioni di vertici del PdL negli scandali di corruzione e, ci racconta, anche per le regionali. E la preoccupazione del PdC è opportuna certamente per il suo partito ma ancor più certamente per il paese. L’iniziativa delle nuove norme può essere positiva anche se è ineliminabile la vena demagogica pre-elettorale. La corruzione infatti sarebbe farisaico ed ipocrita ritenerla episodica e non endemica e connaturata alla struttura stessa dell’ordinamento e della politica oltre che all’uso che di ordinamento ed istituzioni viene fatto. Purtroppo giunto alla percezione di normalità da parte di noi italioti.

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febbraio 21, 2010 Post Under Politica - Read More

Ohibò!!!!! silvio fa il di Pietro

Chissà per qual mai misteriosi percorsi logici e mentali il pdc ha intrapreso la via dell’inasprimento della legislazione anticorruzione e quella di “liste elettorali pulite”. E’ un orientamento che va salutato con interesse ed apprezzamento salvo verificarne l’attendibilità dalle norme che saranno presentate e dalla composizione delle liste elettorali.Non so se della svolta fanno parte lo scudo giudiziario a favore dei commissari straordinari poi eliminato o il rigetto delle dimissioni di cosentino

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febbraio 20, 2010 Post Under Politica - Read More
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